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Presepe di artigiani a Vallo della Lucania, la Fidapa aiuta i bambini in difficoltà

Avvento di solidarietà a Vallo della Lucania grazie a un’originale iniziativa della Fidapa, che trasformerà l’ex convento dei domenicani in un presepe di artigiani e artisti cilentani.
“I mercatini dell’Avvento” è, infatti, il tradizionale appuntamento che si svolgerà nelle quattro domeniche che precedono il Natale, ovvero il 29 novembre, il 6, il 13 e il 20 dicembre.
Per l’occasione lo storico edificio vallese diventerà la location di una carrellata di eventi culturali, che sono stati messi a punto dalle socie della Fidapa Cilento Elea, coordinate dalla presidente Carolina Attanasio. La manifestazione ha il patrocinio della Città di Vallo della Lucania e si svolge in collaborazione con i commercianti vallesi che hanno offerto oggetti per la pesca di beneficenza. Uno speciale ringraziamento va, inoltre, al Gruppo Lisi & Papa che ha offerto il proprio sostegno come sponsor.
Nelle quattro domeniche d’Avvento, dunque, l’ex convento dei domenicani ospiterà come un presepe gli artigiani, i produttori agroalimentari, una mostra di pittura di giovani artisti cilentani, esposizioni e presentazioni di libri, ma anche una pesca di beneficenza. Gli orari di apertura vanno dalle 10 alle 13 e dalle 16,30 alle 20.
Il ricavato della manifestazione sarà devoluto in beneficenza per aiutare i piccoli ospiti della comunità educativa di tipo familiare Hansel e Gretel di Vallo e a favore dei bimbi ciechi e sordomuti della Lega nazionale del filo d’oro. Artigiani, pittori e commercianti e artisti affiancano la Fidapa in questo progetto solidale, che aggrega le risorse locali per valorizzare il territorio ma anche per sostenere i bimbi che vivono in condizioni di disagio.
In occasione della giornata di apertura, domenica 29 novembre alle ore 17 sarà presentato il volume “Le attività artigianali di Vallo della Lucania scomparse” del prof. Vincenzo Bruno. A ispirare il libro è il ricordo venato di nostalgia per tante figure di artigiani che oggi non ci sono più, autentici personaggi che l’autore ha conosciuto e di cui descrive i mestieri. Già i nomi sono tutto un programma: u’ pezzaro, u’ conzambrelli, u’ sanapurcedde, u’ furgiaro de’ mazze pe’ i muli, u’ conzapiatti, u’ conzacaurare, e così via.
«In tempi non remoti il Cilento ha avuto il privilegio di essere all’avanguardia per le molteplici attività artigianali e le capacità creative – spiega l’autore – Esistevano, ma ora stanno inesorabilmente finendo, mestieri ambulanti e mestieri a posto fisso con regolare officina o bottega. Vallo, per la sua posizione strategica e per la fitta rete di rapporti e scambi commerciali, riteneva l’invidiabile primato di veder rappresentate tutte le attività artigianali e professionali nel capoluogo. C’è stato un momento in cui piazza Vittorio Emanuele era costellata di banchi di ambulanti e ogni artigiano decantava il proprio prodotto e accompagnava la vendita con gli auguri e qualche strofetta. Così tutti sostavano in piazza per assicurasi il posto migliore». Uno spettacolo che rivive nelle pagine del libro.