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Il Credito ci unisce: la Comuni Cilentani un anno dopo. Un compleanno per fornire risposte alla crisi

foto3Il Presidente Lucio Alfieri apre il meeting tenutosi al Mec Paestum Hotel dove sono stati illustrati i piani operativi per il 2014 ad una vasta platea.
Il 22 marzo 2013 la “Comuni Cilentani” ha proceduto all’acquisizione delle attività e passività della BCC di Altavilla Silentina e Calabritto, posta in liquidazione coatta amministrativa per le insanabili criticità emerse. Quando una banca, tanto più se di tipo locale, attraversa così rilevanti difficoltà, occorrono risorse patrimoniali notevoli, capacità organizzative adeguate e un impegno strenuo e silente per scongiurare un allarme mediatico che avrebbe potuto compromettere i delicati equilibri di un territorio, peraltro già fiaccato da una negativa congiuntura che non sembra conoscere fine. La “Comuni Cilentani” presentava tutte quelle caratteristiche e, per garantire la continuità della presenza del Credito Cooperativo su un vasto e laborioso comprensorio, ha risposto prontamente all’appello. Si è così garantita la sicurezza del risparmio; sono stati salvati ben quarantuno posti di lavoro; si è rimessa in moto la macchina del sostegno ai bisogni delle famiglie e delle piccole e medie imprese delle Comunità interessate. Per perfezionare la delicata operazione, La “Cilentani” sottopose all’epoca alle Autorità competenti un Piano Industriale improntato a un pragmatico realismo, sotto il profilo dei numeri, e a un forte slancio per quanto attinente alla funzione sociale che una Banca di vicinato vuole e può svolgere nell’interesse dei concittadini. A un anno di distanza dall’acquisizione la Comuni Cilentani ha inteso tracciare un primo bilancio dell’esperienza attraverso una riunione indetta alla presenza degli organi di stampa. Il convegno del 24 marzo ha acquisito pertanto la valenza simbolica di un “compleanno” che merita di essere raccontato sia per celebrare il consuntivo del lavoro svolto, come pure per riconsiderare strategie e metodi circa il ruolo di protagonista che la BCC intende continuare a rivestire. La riunione ha consentito così di comunicare agli osservatori esterni e alla “squadra interna” non solo i risultati ottenuti, ma soprattutto di condividere con una più vasta platea i principali obiettivi che caratterizzeranno l’esercizio in corso. In particolare, si è fatto riferimento a un modello di impresa che ha saputo svolgere, in un contesto nel quale i grandi Istituti stanno tuttora disimpegnandosi dalle aree ritenute erroneamente marginali, un’importante funzione anticiclica, sostenendo una domanda che resterebbe altrimenti inevasa. Questa indispensabile funzione non potrebbe ovviamente essere assolta da un isolato operatore: l’azione della Banca si inserisce all’interno di un sistema strutturato, quello delle BCC Campane e della Federazione Nazionale, capace di essere al fianco delle Associate nell’elaborazione delle idonee strategie e nella soluzione degli eventuali problemi, e ciò per contribuire alla stabilità del sistema e per fornire idonee risposte alle possibili situazioni di crisi. Oggi, più che mai, la Comuni Cilentani si candida a svolgere un ruolo trainante nel processo di rilancio dell’economia locale. Il 2014 sarà l’esercizio in cui la Comuni Cilentani intende mettere a disposizione del territorio un eccezionale quantitativo di risorse. Le previsioni evidenziano un incremento complessivo degli impieghi di circa l’8%, in valore assoluto circa 25 milioni di euro. Si partirà da un plafond per l’erogazione di mutui per circa 14 milioni a disposizione, prioritariamente, delle giovani coppie e delle famiglie numerose o con componenti diversamente abili per l’acquisto e/o ristrutturazione delle abitazioni. Gli interventi, con durata fino a 30 anni, si avvarranno dei fondi rivenienti dalla Cassa Depositi e Prestiti. Si farà ricorso poi alle misure agevolative previste dal decreto-legge “Del Fare” (art. 2 DL n. 69/2013), finalizzato ad accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. I fondi saranno rivolti alle PMI operanti in tutti i settori produttivi – inclusi agricoltura e pesca – per investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali e quant’altro. Anche in questo caso la Comuni Cilentani si avvarrà della costituzione di un plafond di risorse presso la Cassa Depositi e Prestiti, plafond che gli intermediari finanziari potranno utilizzare per concedere alle PMI, fino al 31 dicembre 2016, finanziamenti per importi compresi tra i 20.000 Euro e i 2 milioni di Euro. Alle linee straordinarie in parola, si aggiungerà l’operatività ordinaria che continuerà a prevedere interventi frazionati, diffusi verso tutte le categorie di prenditori e con risposte celeri nell’osservanza di un protocollo che la BCC si impegna a rispettare. Tutto ciò, a tassi calmierati e senza eccessivi oneri aggiuntivi. Non è inopportuno ricordare che la Comuni Cilentani non ha mai applicato ai suoi clienti, sin dalla sua istituzione e per cinque trimestri consecutivi, la cosiddetta “commissione di istruttoria veloce” che, pur normativamente legittima, rappresenta un ulteriore balzello commissionale che il sistema sta applicando invece con estrema puntualità.
A fine 2013 i principali dati dell’Azienda possono così riassumersi:
– il fondamentale indicatore “Core Tier 1”, sul quale si appunta in genere l’attenzione degli analisti, si sarebbe dovuto collocare sul 15% solo a fine 2015. Tale limite è stato già superato con ventiquattro mesi di anticipo, attestandosi al 31 dicembre al 15,4%;
– quanto ai flussi reddituali, si rileva una performance sul margine di intermediazione anch’essa superiore alle attese. Il margine conseguito è stato pari a circa 19,7 milioni a fronte di 16,7 milioni previsti nel Piano Industriale. Va poi sottolineato che, nonostante le consistenti rettifiche di valore su crediti, l’utile ante imposte, pari a 3,4 milioni di euro, è risultato in perfetta sintonia con le previsioni del predetto Piano; – la raccolta diretta alla fine dell’anno si è attestata a 381,9 milioni di Euro, con un aumento del 6,5% (più 23,2 milioni di euro) rispetto al budget. E’ questa una testimonianza di una ritrovata fiducia anche presso le nuove aree di competenza;
– gli impieghi lordi a clientela hanno raggiunto i 311,1 milioni di euro rispetto ai 291,8 milioni della data di acquisizione, con una variazione positiva di 19,3 milioni pari al 6,6%. E’ un dato sul quale riflettere, alla luce delle considerazioni già svolte circa la tiepidezza del sistema nei confronti della pressante domanda di aiuto finanziario da parte della gente. Vale la pena poi rimarcare che nel 2013, tra rinnovi e ulteriori interventi, sono state esaminate ben 2.172 pratiche di fido per un ammontare di circa 120 milioni di Euro, conseguenza di una certosina capacità d’ascolto delle istanze sottoposte.
Occorre sottolineare infine che la Banca può contare oggi su 4.340 soci, ex 3.602 al dicembre 2012, con un incremento di oltre 700 unità, rappresentato in gran parte dalle adesioni promananti da nominativi dell’area di Altavilla e Calabritto che, dopo le vicissitudini attraversate, hanno espresso la volontà di rientrare nuovamente nella compagine, riconfermando il loro antico e immutato affetto per il Movimento Cooperativo.