Giu le mani dal Cilento

cilento.it

Turismo, cultura e natura nel Parco del Cilento

II edizione del Premio Aniello De Vita. “La grande bellezza” dell’eccellenze cilentane

Laurino ComuneAmore, viaggio, coraggio e normalità: questi gli elementi che contraddistinguono e, allo stesso tempo, uniscono le eccellenze cilentane premiate – nel corso della II Edizione del “Premio Aniello De Vita – medico cantore del Cilento” – domenica 16 marzo, al Teatro Comunale di Laurino. Il tutto tenuto insieme dal “fil rouge” della motivazione sottesa a ciascuno dei riconoscimenti conferiti, ovvero l’amato Cilento.
Il sipario si alza sulle note coinvolgenti della “Primavera Porteña” del Trio MusiKnt – composto da Raffaello Galibaldi (violino), Roberto Vecchio (Violoncello) e Guido Carpentiere (pianoforte) – le quali rendono ancora più raffinata l’atmosfera del teatro di Laurino, elevandola ad uno spessore culturale che rimarrà alto fino alla fine della serata.
Le note del Trio MusiKnt, fanno da preludio ad un’altra forma d’arte: la poesia. I versi delle liriche dell’ Ing “Peppino” De Vita, fratello del compianto Aniello De Vita – a sua volta accompagnato dal critico letterario, il Prof. Antonio Pallottino – con maestria, conducono i presenti in un viaggio multisensoriale – seppur virtuale – nei luoghi, nei profumi e nei sapori del nostro Cilento. «Una manifestazione meravigliosa – dice De Vita – quella voluta da Carlo Sacchi, per far emergere le specificità di qualità del territorio cilentano. Un premio che la mia terra, la nostra terra aspettava», puntualizza Peppino De vita.
In un crescendo di emozioni , si entra nel vivo della manifestazione con le assegnazione dei premi, introdotta da Carlo Sacchi, il quale – facendo un appello alle istituzioni locali affinché si attivino per dichiarare “So’ nato a lu Ciliento e me ne vanto”, l’inno ufficiale del territorio (anche se ufficiosamente lo è già) – introduce il primo dei quatto premiati della serata evento.
Per la “Sezione Imprese eccezionali”, viene premiato Pino Veneroso, con la seguente motivazione: «Intraprendente e volitivo nel realizzare un antico proposito di fratelli emigrati affrontando – con esperienza professionale e slancio di cuore – un eroico viaggio intercontinentale, guidato dal “faro” degli ideali di unione e fratellanza tra gli uomini, per affidare al “porto” sicuro della memoria lo spirito di fedeltà alla loro terra d’origine, quale caratteristica dei figli dell’amato Cilento».
Segue poi il premio della “Sezione Giornalismo”, che è stato conferito al Direttore de “Il Giornale del Cilento”, Marcello Federico per «l’appassionato impegno e il lodevole spirito di gratuità profusi nel campo della Comunicazione e dell’Informazione, al fine di veicolare – con sensibilità d’animo e limpidezza di pensiero – un’immagine dell’amato Cilento come territorio unito e arricchito dalla diversità geo-morfologica e socio-culturale delle zone costiere e montane, nel lungimirante intento di “fare sistema” attraverso il confronto e il dialogo».
Per la “Sezione Arte”, il riconoscimento è stato assegnato al Poeta del legno, Prof. Bruno Aloia, «artefice di mirabili sculture in cui si realizza quella perfetta sintesi fra materia e spirito propria dell’atto creativo che dà vita, trasformando l’intima sofferenza in dolcezza e bellezza attraverso il doloroso scavare nelle venature del legno d’ulivo come nelle vene del corpo e nelle pieghe dell’anima, ispirato da una personale passione che – radicandosi nel valore degli affetti familiari quale eredità culturale dell’amato Cilento – si trasfigura un messaggio di valenza universale oltre lo spazio e il tempo».
Infine, per la Medicina, è stato premiato il dott. Gaetano Pacente, per «la rigorosa competenza professionale dimostrata nel quotidiano e coraggioso operare a favore della vita in un afflato di rispettosa sensibilità verso la persona umana, sostenuto e animato da uno spirito costruttivo di rassicurante ottimismo e insieme di alacre fattività, mirabili doti personali con cui ha saputo costruire, a Laurino, scenari di impegno socio-culturale e di cittadinanza attiva, assumendo ruoli di piena responsabilità in nome dell’amato cilento».
In questo modo, da Aniello De Vita – eccellenza ad imperitura memoria – si è passati alle eccellenze del presente – i premiati della prima (Peppino De Vita, “che si è dimostrato superlativo nella recitazione delle proprie poesie”, Mario Romano per l’arte pittorica, Pasquale La Palomenta per l’arte botanica e Dino Baldi, direttore del mensile “Cronache Cilentane”) e della seconda Edizione – alle eccellenze del futuro. A cui, la Selefor – nella persona della Direttrice, la dott.ssa Sandra Maragno – ha voluto dare una spinta propulsiva, decidendo di attribuire € 15.000,00 in Borse di Studio per le qualifiche professionali a 18 talentuosi al fine di poter frequentare i corsi di qualifica professionale per attore e insegnanti di danza.
Inoltre, restando sempre in tema di eccellenze del futuro e promettenti talenti, non si può non sottolineare l’esibizione canora della giovanissima, ma promettente Marcellina Valletta, protagonista – tra le altre cose – del film “Profondo Sud” che è stato presentato ufficialmente – sempre ieri sera – dal giovane registra esordiente Saverio Catino e da Claudio Correale. Per poi ritornare ai suoni e al pathos della nostra terra con il “Coros Mediterraneo”, composto da Giacomo Rodio, Antonietta Speranza e Giovanni Rodio.
Infine, l’eclettico presentatore Antonino Nese, insieme al Direttore Artistico Sacchi, hanno accompagnato tutti i presenti verso la fine dell’evento, che si è concluso – e non poteva essere altrimenti – con le note di “So’ nato a lu Ciliento e me ne vanto”, con tutta la platea in piedi che – commossa – si è unita a Peppino De vita, nel canto.
E così, attraverso la testimonianza di tutti coloro i quali si sono alternati sul palco e alle loro esperienze di vita “normali” – parola cara al dott. Gaetano Pacente – che, allo stesso tempo, diventano “straordinarie” – grazie all’amore, al coraggio, all’orgoglio di essere cilentani – si arriva alla fine di questo breve viaggio insieme, un po’ più “ricchi” di quando si è entrati nel teatro, semplicemente perché: «Ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di sé e prende un poco di noi». (Paul Montes)