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Il Leone di Caprera a Camerota

PinoVenerosoMilanoRiportare il vascello del “Il Leone di Caprera” a Marina di Camerota. E’ l’idea lanciata ieri sera a Milano da Antonio Romano, sindaco di Camerota, in occasione della presentazione del libro-diario del velista cilentano Pino Veneroso, “Con lo Jutta sulla scia del Leone di Caprera”. Una proposta, ha detto, da verificare assieme al Ministero dell’Ambiente e agli enti interessati all’interno di un piano di marketing volto a valorizzare il vascello e i temi ad esso legati: l’emigrazione, la navigazione, l’ingegneria, le tradizioni. Temi che l’impresa e l’avventura marinara di Pino Veneroso hanno nuovamente portato sotto i riflettori. «Oggi abbiamo portato a Milano un po’ di sole e di mare del Sud» ha esordito il navigatore. Nel cielo grigio e uggioso del capoluogo lombardo l’entusiasmo di Pino ha contagiato oltre 200 persone giunte nella suggestiva sala “Conte Biancamano” del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci”. «Oggi il mio sogno è diventato realtà» ha detto ancora Veneroso guardando a pochi metri di distanza il “Leone di Caprera”, simbolo di storia, coraggio e intraprendenza di tutto un popolo. Pino si è commosso e ha commosso invitati e autorità, il sindaco di Camerota Antonio Romano, il presidente del consiglio comunale di Bagnara Calabra Carmelo De Leo, l’ammiraglio Pietro Caricato, l’onorevole Lino Duilio e gli studiosi Francesco D’Episcopo, Paolo Martano, Marco La Porta e la “garibaldina” Anna Tola. Con loro familiari e una folta rappresentanza di pisciottani a Milano, tutti ad applaudire un uomo di mare che da ex maresciallo delle Fiamme Gialle – ramo Mare – ha compiuto un’impresa unica e senza precedenti che lo laureato primo navigatore oceanico del Cilento. Nelle conclusioni Lino Duilio, originario di San Severino di Centola e trapiantato a Milano da anni, ha sottolineato due tratti della cilentanità, il carattere intrepido e l’umiltà. Nelle quasi 400 pagine del volume, scritte e riscritte più volte, Pino Veneroso ha ripercorso il viaggio compiuto nel 1880 da tre emigrati italo-americani, Vincenzo Fondacaro, Orlando Grassoni, Pietro Troccoli, sulla rotta Montevideo-Caprera a bordo del “Leone di Caprera” per raggiungere Giuseppe Garibaldi. A dieci anni di distanza, il velista cilentano ha rievocato l’epica traversata atlantica dinanzi allo stupefatto e ammirato pubblico milanese. Pino Veneroso ha poi rilanciato la proposta del sindaco Romano proponendo di ospitare il vascello a turno nei paesi originari degli tre marinai del “Leone”: 4 anni a Marina di Camerota, 4 a Bagnara Calabra e 4 ad Ancona.

L’IMPRESA
Pino Veneroso parte da Marina di Pisciotta il 3 agosto 2003 in solitario e arriva a Montevideo, in Uruguay, il 25 dicembre 2003. Il viaggio di ritorno lo compie con i compagni Emil e Gabriele, approdando all’Isola della Maddalena il 5 agosto 2004. Il “Leone di Caprera”, così chiamato in onore dell’Eroe dei due mondi, partì il 3 ottobre del 1880 a Montevideo e arrivò il 9 giugno del 1881 a Livorno.