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Castellabate. Sabato 3 agosto si terrà il Premio Pio Alferano 2013

enzo.cucchi_cattedrale 2008Il 3 agosto 2013 alle ore 20.30, nel Castello dell’Abate di Castellabate (SA), si svolgerà la seconda edizione del Premio Pio Alferano. Saranno premiate personalità e istituzioni che si sono distinte per il loro impegno in ambito artistico-culturale o paesaggistico:
Accademia delle Belle Arti di Napoli
Città della Pieve
Enzo Cucchi
Ovidio Jacorossi
Libero La Torre
Giulia Maria Mozzoni Crespi
Elisabetta Sgarbi
Francesco Sisinni
Nicola Spinosa
Gian Antonio Stella

Sarà consegnata loro la scultura in bronzo Il sacrificio, realizzata appositamente dall’artista albanese Belarghes. Verrà anche pubblicato un catalogo dell’evento.
La cerimonia di consegna sarà presieduta dal sindaco di Castellabate Costabile Spinelli, dall’assessore alla Cultura Luisa Maiuri, dalla signora Virginia Ippolito Alferano, presidente della Fondazione e da Vittorio Sgarbi, direttore artistico della fondazione.
La Fondazione Pio Alferano è nata con l’intento di ricordare la figura del generale dei carabinieri Pio Alferano distintosi per l’impegno nella tutela della legalità e dell’arte.
Negli anni Settanta ebbe un ruolo determinante al comando del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico e sotto la sua guida furono ritrovate numerose opere trafugate e in parte esportate illegalmente.
Gli obiettivi della Fondazione sono promuovere la cultura del rispetto per l’arte in tutte le sue forme, dare l’adeguato rilievo alla ricerca storica e ai ritrovamenti archeologici e salvaguardare il patrimonio artistico e paesaggistico.
Contestualmente alla consegna del Premio sarà inaugurata la mostra Enzo Cucchi. Un sogno lungo tre sogni a cura di Vincenzo Mazzarella e Vittorio Sgarbi.

In occasione della seconda edizione del Premio Pio Alferano, il Castello dell’Abate di Belvedere San Costabile-Castellabate (SA) ospiterà dal 3 al 25 agosto la mostra personale di Enzo Cucchi Un sogno lungo tre sogni curata da Vincenzo Mazzarella e Vittorio Sgarbi. L’evento è promosso dalla Fondazione Pio Alferano con il Patrocinio della Presidenza del Cosiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, del Parco Nazionale del Cilento e Vallo Diano e del Comune di Castellabate.
In mostra sculture in bronzo, in marmo e in ceramica, litografie tridimensionali e un unico grande dipinto dove un gatto dagli occhi incandescenti fissa chi guarda con il distacco e l’inquietudine di una creatura proveniente da altri mondi. Tutte opere recenti in un allestimento curato dall’artista stesso appositamente per il Castello dell’Abate.
In una breve guida per il visitatore, Vincenzo Mazzarella, che insieme a Sgarbi oltre alla mostra cura anche il catalogo, ci introduce così all’esposizione “La mostra di Enzo Cucchi è un viaggio iniziatico. Inizia con il vascello di bronzo. Con le teste dei cristi che lambiscono le onde delle nubi, (…) e continua con la bussola creata dal gatto, l’unico personaggio vivo. (…) Il mondo nuovo si fonda sulla storia e la storia è fatta di ricordi di morti. Viva è solo la materia dell’artista e le sue visioni non sono memento mori ma sono piccole visioni e astruse immagini”.
E nel suo testo Vittorio Sgarbi chiarisce “Nessun dubbio che l’opera di Enzo Cucchi si distingua, tra le esperienze artistiche degli ultimi trent’anni, per una fortissima tensione intellettuale. Nessuna illustrazione. Nessun racconto. Nessuna descrizione. La pittura di Cucchi è pensiero, idea. La sua materia è materia che pensa”. Per poi concludere “E Cucchi non può indulgere a ciò che noi vorremmo o a una nostra realtà interpretata. La sua forma è come il sensore di un terremoto: registra, non interpreta e non contrasta. Può venirne anche disperazione, dolore, turbamento. E questo Cucchi esprime”.
Catalogo in 500 esemplari numerati con testi di Vincenzo Mazzarella e Vittorio Sgarbi, disponibile negli spazi espositivi.

Enzo Cucchi. Un sogno lungo tre sogni
Castello dell’Abate, Belvedere San Costabile-Castellabate (SA)
3-25 agosto 2013
Orari: dal lunedì alla domenica, 9.30-12.30, 18.30-24
Informazioni: Ufficio Turistico Comune di Castellabate +39 0974.960853

ENZO CUCCHI

Enzo Cucchi nasce nel 1949 a Morro d’Alba (Ancona). Si avvicina alla pittura da autodidatta, ma la sua iniziale passione è la poesia e nel 1976 pubblica la raccolta Il veleno è stato sollevato e trasportato. Nella seconda metà degli anni 70 riprende l’attività artistica, caratterizzata dal recupero di mezzi espressivi tradizionali della pittura ripensati attraverso inserti o appendici in ceramica. Nel 1979 è incluso da Achille Bonito Oliva tra i protagonisti della Transavanguardia italiana ed espone nella sezione Aperto’80 della 39. Biennale di Venezia curata dallo stesso Bonito Oliva insieme a Harald Szeemann. La riscoperta dei linguaggi popolari della sua terra d’origine e uno sguardo profondo alla Storia dell’arte diventano i poli attorno ai quali si sviluppa l’indagine di Cucchi, presentata nel 1982 a Documenta 7 di Kassel, nel 1983 alla 4. Biennale of Sydney e alla mostra Zeitgeist presso il Martin Gropius Bau di Belino che individua nel neoespressionismo lo “spirito del tempo”. Nel ciclo del 1984 Vitebsk-Harar la riflessione di Cucchi si appunta su figure-chiave della cultura moderna: Kasimir Malevic, costretto a insegnare nell’accademia reazionaria di Marc Chagall a Vitesbk, e Arthur Rimbaud. Nello stesso anno Cucchi si trasferisce a Roma, città che diviene presto motivo ispiratore delle sue opere. La pittura barbarica e densa di materia dei primi anni lascia il posto a una ricerca più austera e concentrata, spesso monocromatica, caratterizzata dall’inserimento di pezzi di metallo o legno, come testimonia la retrospettiva organizzata dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York nel 1986 e come lasciavano presagire le grandi sculture all’aperto realizzate a partire dal 1984. Incentrate sul disegno sono le personali tenute alla Kunsthalle di Bielefeld nel 1987 e al Carré d’Art di Nîmes nel 1991. La Biennale di Venezia del 1988 consacra definitivamente l’artista a livello internazionale. Nel 1989 Cucchi partecipa alle mostre Italian Art in the 20th Century alla Royal Academy of Arts di Londra e Le Magiciens de la Terre al Centre Georges Pompidou di Parigi. Firma scenografie per il Teatro dell’Opera di Roma, collabora con la Fondazione Orestiadi di Gibellina e con architetti di fama tra cui Mario Botta ed Ettore Sottsass. Il suo lavoro di artista si arricchisce di una feconda attività creativa in forma di testi scritti, spesso destinati ad accompagnare le sue mostre. Già presente alla 12. Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, nel 1997 è invitato a rappresentare l’Italia alla 47. Biennale di Venezia. Negli anni successivi si dedica ai mosaici e uno di essi, in seguito a concorso internazionale, nel 2004 è collocato all’interno del Palazzo di Giustizia di Pescara.
Dopo la retrospettiva del 2007 al Museo Correr di Venezia, nel 2009 Cucchi è al Museo di Capodimonte di Napoli con la mostra Costume interiore in cui riunisce pittura, disegno, scultura e architettura. Negli anni successivi s’interessa in particolare alla ceramica, e nel 2010 espone i suoi lavori al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza.