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Monitoraggio ANCE Salerno

IMG_4308L’edilizia salernitana è allo stremo: soprattutto per le PMI dilaga il rischio usura, le lungaggini della pubblica amministrazione rendono il quadro congiunturale ancora più sfavorevole, è forte la diffidenza verso prospettive di ripresa nel breve-medio periodo. Sono alcuni dei dati emersi dalla prima “Analisi Qualitativa su base semestrale delle dinamiche del settore edile in provincia di Salerno” (riferita al I e al II semestre 2013), presentata questa mattina nella sede ANCE di via Galloppa.
L’analisi ha voluto descrivere scientificamente la percezione che gli imprenditori dell’edilizia hanno rispetto alle problematiche che affrontano quotidianamente ed alle previsioni in relazione al termine temporale di sei mesi.
Lo studio si è avvalso dell’apporto dei docenti di Economia Politica all’Università degli Studi di Salerno, Pasquale Persico e Paolo Coccorese, del giornalista economico Ernesto Pappalardo e della struttura interna dell’ANCE coordinata dal direttore Giovanni Veneri.
Questi alcuni dei dati illustrati dal prof. Paolo Coccorese: delle 70 aziende intervistate, più della metà (54,3%) ha previsto diminuzioni di fatturato nel secondo semestre del 2013 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; il 40% prevede una situazione stazionaria, ed appena il 5,7% ipotizza un aumento. Per quanto riguarda l’occupazione, il 51,4% delle imprese prevede flessioni, il 44,3% una situazione stazionaria ed il 4,3% una crescita.
L’84,3% degli intervistati ha lamentato una pesante flessione degli investimenti pubblici e la mancanza di un disegno generale di sviluppo economico provinciale e regionale, il 78,6% l’incompetenza e la scarsa responsabilità dei quadri della pubblica amministrazione e l’85,7% ha denunciato il rischio-usura quale diretta conseguenza del credit-crunch (percentuale che sale all’89,1% per le imprese con livelli di fatturato inferiori ai 5 milioni di euro).
«Riteniamo che in questo momento estremamente delicato – ha commentato il presidente di ANCE Salerno, Antonio Lombardi – le amministrazioni locali abbiano perso la bussola: con questa indagine e l’impegno che ne seguirà vogliamo quindi svolgere un ruolo di indirizzo nella pianificazione di politiche di rilancio dell’economia e specificamente del settore. Non vogliamo piangerci addosso: ma quasi la metà dei posti di lavoro persi nell’ultimo anno appartengono all’edilizia ed è quindi da qui che occorre ripartire. Il credit crunch pesa enormemente sulle prospettive di ripresa: nel 2012 i prestiti alle imprese sono diminuiti di 44 miliardi e non è un caso che oggi quasi l’86% degli imprenditori salernitani lamenti il rischio-usura»
«Abbiamo deciso di attivare sollecitamente un’azione di monitoraggio per segnalare tutti quegli addebiti – interessi, spese, oneri vari – che fanno lievitare i tassi oltre le soglie d’usura – ha aggiunto ancora il presidente Lombardi – Abbiamo già un costo del denaro insostenibile: 9,8% in media, a fronte di un tasso BCE dello 0,5%. Vogliamo capire le ragioni di questo spread. Occorre inoltre sbloccare subito i cantieri fermi ed avviare un piano che preveda, come impone l’Ue, investimenti annui in Campania per 1,2 miliardi di euro. È il momento delle scelte: non si può più tergiversare nell’adottarle».
«E’ stato importante – ha aggiunto il direttore dell’Ufficio Studi ANCE Salerno, Ernesto Pappalardo – avere la percezione delle problematiche sollevate dalle aziende del comparto. Occorre ora un tavolo condiviso super partes per il monitoraggio dei rapporti delle aziende con gli istituti di credito e degli estratti conto per denunciare addebiti anomali».
«La nostra – è il commento del professor Pasquale Persico – è una situazione di stallo recessivo: un quadro di estrema difficoltà, una sorta di labirinto in cui gli economisti delle varie scuole non sono riusciti e non riescono a districarsi. Occorre un’operazione politica, culturale e tecnica partendo dall’accesso al credito e dal credit crunch. Non è tollerabile, come pure avviene, che le banche accompagnino la concessione di prestiti e affidamenti con l’acquisto, praticamente imposto, di derivati e altri prodotti finanziari. Anche questa è usura».
«Occorre trovare sollecitamente il modo per uscire dalla crisi – è stato il commento del direttore di ANCE Salerno, Giovanni Veneri – L’ANCE sta svolgendo e continuerà a svolgere un ruolo propulsivo sia nell’utilizzo dei fondi europei sia nei programmi di riqualificazione urbana e nella valutazione economica dei progetti d’intesa con l’Università».