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Un cilentano in Europa: il pittore Paolo De Matteis (1662 – 1728)

paolo-de-matteis“Un cilentano in Europa” questo il titolo della mostra evento, dal 9 febbraio al 14 aprile 2013 presso il Museo Diocesano di Vallo della Lucania, che ospita trenta capolavori di Paolo De Matteis, grande pittore del Regno di Napoli, che visse tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.
De Matteis nacque a Piano di Orria, l’odierna Piano Vetrale, frazione del comune di Orria, il 9 febbraio 1662. Si trasferì a Napoli all’età di dieci anni e divenne uno dei maggiori pittori di quel fervido periodo artistico napoletano che congiunge il Barocco alla pittura Neoclassica del Settecento. Venne fortemente influenzato dallo stile pittorico del celebre Luca Giordano, del quale fu prestigioso allievo. Nel biennio 1862-63 si trasferì a Roma, introdotto negli ambienti dell’Accademia di San Luca da Giovanni Maria Morandi. Nella Città Eterna conobbe il marchese di El Carpio, Gaspar Méndez de Haro y Guzmán, che seguì poi a Napoli quando il nobile venne nominato vicerè spagnolo. I primi anni del nuovo secolo coincisero con frequenti viaggi in Italia e all’estero. Tra il 1703 e il 1705 Paoluccio della Madonnina, soprannome che gli era stato dato nella scuola di Luca Giordano, lavorò a Parigi, alla corte di Luigi XIV. Tornò in Italia, in Calabria, poi a Genova dove dipinse l’Immacolata Concezione con l’apparizione di San Girolamo. Fu a Napoli: di questo periodo la decorazione della volta della Cappella di Sant’Ignazio nella Chiesa del Gesù Nuovo. Tra il ‘23 e il ‘25 fu di nuovo a Roma per una commissione da Papa Innocenzo XIII. Per quasi tutto il ventennio successivo, l’ormai illustre pittore operò nelle maggiori corti d’Europa: Austria, Spagna, Inghilterra, Francia. Ritornato poi a Napoli si dedicò alla grande pittura mitologica rielaborando in chiave ormai Neoclassica i grandi miti dell’antichità. Nella sua Napoli morì il 26 luglio 1728. Tra i suoi allievi sono da annoverare: Inácio de Oliveira, Bernardes Peresi, Antonio Sarnelli, Giuseppe Mastroleo, Nicola de Filippis e Domenico Guarino.

La Mostra Evento dei capolavori a Vallo della Lucania
La mostra che si apre presso il Museo Diocesano di Vallo della Lucania, dal 9 febbraio, trecentocinquantesimo anniversario della nascita di Paolo De Matteis, fino al prossimo 14 aprile 2013, raccoglie trenta capolavori del pittore. Si tratta quasi esclusivamente di tele provenienti da collezioni private, non visibili nelle strutture museali, non mancano capolavori provenienti da strutture pubbliche. Organizzata dalla Banca del Cilento e Lucania Sud, dal Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, in collaborazione col Comune di Vallo della Lucania, col Comune di Orria, con la Pro Loco Paolo De Matteis di Piano Vetrale e con il Rotary Club Vallo della Lucania Cilento Distretto 2010, l’evento culturale rappresenta la “riscoperta” e soprattutto il “ritorno” del grande pittore nella sua terra. I capolavori, esposti nelle sale del Museo Diocesano, si potranno visitare dalle ore 10,00 alle ore 20,00 nei giorni feriali, dalle 10,00 alle 13,00 nei giorni festivi.

La cerimonia di inaugurazione e l’annullo filatelico
L’evento del 9 febbraio racchiude una duplice cerimonia. In mattinata, alle ore 10.00, a Piano Vetrale, verrà inaugurato un busto di bronzo del grande pittore. Nel pomeriggio, alle ore 17,30, presso l’Auditorium del Palazzo Vescovile di Vallo della Lucania, l’inaugurazione della mostra dei trenta capolavori. A presentare l’evento il Presidente della Banca del Cilento e Lucania Sud, avvocato Francesco Castiello, il Presidente del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, avvocato Amilcare Troiano, il curatore della mostra, Don Gianni Citro e le autorità dei comuni cilentani. Per l’occasione è stato predisposto un annullo filatelico commemorativo, tanto nella mattinata del 9 febbraio a Piano Vetrale che nel pomeriggio a Vallo della Lucania, a cura di funzionari di Poste Italiane SpA.

Alcuni capolavori in mostra
Il Trionfo di Galatea
trionfo-di-galateaPaolo De Matteis si ispirò al mito greco di Galatea (entrato a far parte delle leggende popolari di Sicilia), divinità marina figlia di Nereo, nipote di Oceano che, come le altre Nereidi, viveva nel mare nuotando tra i tritoni e i delfini. Mentre è in riva al mare in compagnia dell’avvenente Aci, figlio del dio Pan e di una ninfa, Galatea assiste impotente alla sua uccisione da parte del ciclope Polifemo che, per gelosia, gli scaraventa contro un gigantesco macigno. Affranta dal dolore per la morte dell’amato Aci, Galatea lo trasforma in un fiume dalle limpide acque. Galatea deriva dal greco γάλα ed evoca la bianchezza del latte, che nel capolavoro di De Matteis traspare dal candore del corpo della ninfa, frutto della perfezione cromatica dell’artista.

Compianto su Cristo Morto
compianto-su-cristo-mortoDipinto intorno al 1710, il capolavoro rielabora un recupero dei prototipi naturalistici del Barocco con richiami al Classicismo, soprattutto nell’eleganza e nella ricercatezza cromatica. Si adatta perfettamente al clima culturale che si era sviluppato a Napoli in quel periodo dalle arti figurative sacre alla musica. La tela, proveniente da una collezione privata inglese, rappresenta Gesù compianto dopo la sua deposizione dalla croce. Dalla figura del Cristo, il senso della passione si trasferisce agli altri personaggi che, secondo i Vangeli, ne assistettero alla morte in croce e si occuparono della sua sepoltura: Maria, l’apostolo Giovanni, la Maddalena e le pie donne, Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo.