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Paestum, “Notte di note … note di notte: il canto dell’anima”

Compagnia dei Giovani dell’Accademia Magna Graecia di Paestum

Domenica 30 Settembre, al Museo Archeologico di Paestum, alle ore 19.45, in scena Notte di note..note di notte: il canto dell’anima, un concerto spettacolo, riadattato e diretto da Sarah Falanga, interpretato dalla Compagnia dell’Accademia Magna Graecia, accompagnati dal M° di pianoforte Giuseppe Mazzillo ed il M° di violino Paolo Sullo, a chiudere l’ iniziativa culturale Notti d’Estate a Paestum.
Si conclude così, dopo due mesi di programmazione, l’evento regionale fortemente voluto dalla Dott.ssa Marina Cipriani, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta ed il Comune di Capaccio Paestum, in collaborazione con l’Istituzione “Poseidonia” e l’Accademia “Magna Graecia”, che ha avuto luogo nell’area archeologica della cittadina cilentana durante i mesi di agosto e settembre.
L’iniziativa oltre ad aver previsto l’apertura serale al pubblico del Museo durante tutto il mese di agosto e nei fine settimana di settembre, con ingresso gratuito, ha promosso un intero programma di appuntamenti – altrettanto gratuiti- curato dalla Dott.ssa Marina Cipriani, direttrice del Museo, caratterizzato da rappresentazioni teatrali in tema e appuntamenti culturali a cura del laboratorio didattico del museo stesso.
In particolare, grande favore di pubblico e critica hanno riscontrato gli spettacoli proposti dall’Accademia teatrale Magna Graecia, che ha sede all’interno dello stesso Museo e che si contraddistingue, sin dalla sua istituzione nel settembre del 2006, per il particolare studio della drammaturgia antica e del mito e soprattutto per l’elaborazione di spettacoli attinenti al territorio di appartenenza.
Tre, le produzioni teatrali inedite scritte e dirette da Sarah Falanga, attrice e direttrice artistica dell’Accademia Magna Graecia, realizzate nell’ambito dell’iniziativa Notti d’estate a Paestum, nella cornice storica e fascinosa dell’area archeologica, che hanno meravigliato ogni aspettativa per quanto riguarda l’affluenza di pubblico.
Ad aprire la rassegna, lo scorso venerdì 10 agosto , nella notte di San Lorenzo, sullo sfondo del Tempio di Nettuno, lo spettacolo Le stelle nel mito: come nacque la costellazione di Cassiopea. non una riproposizione filologica ma una rivisitazione del mito, ispirata ai pochi frammenti tramandatici dall’antichità a oggi, circa il mito della bella e vanitosa regina della mitologia greca, Cassiopea, che a causa della sua superbia e invidia, fu trasformata dopo la morte in una costellazione, posta vicina alla stella polare e condannata a girare per sempre intorno al polo celeste.
Successo inatteso: circa 850 persone, nonostante una discreta attesa imprevista per tempi tecnici, hanno affollato il tempio di Nettuno, rivivendo per una sera, il mito di una donna che ha fatto del suo desiderio più grande, l’immortalità, la sua condanna.
Sabato 18 agosto invece a fare da scena e da cornice, la location riservata ed elegante del Museo Archeologico: in scena Dionysos ed il suo corteo, una sperimentazione di meta-teatro nella totale interazione col pubblico, per uno spettacolo itinerante, ispirato alla divinità greca Dioniso ed ai suoi fedeli seguaci.
La sera del 18 agosto il Museo era gremito di gente..per alcuni lo spettacolo replicherà quanto prima.
Il Museo archeologico ha ospitato anche il debutto nazionale de La festa greca dei Posedoniati, sabato 15 settembre. La messa in scena sarebbe dovuta avvenire attorno al tempietto del dio Fondatore, nel rispetto della tradizione del tempo, nei pressi del Sacello, altro sito memorabile dell’antica Poseidonia, ma le condizioni metereologiche avverse hanno obbligato la rappresentazione all’interno del Museo, senza scoraggiare né gli ideatori né il pubblico, accorso altrettanto numeroso.
Oltre agli spettacoli ispirati alla classicità, il giorno 8 settembre, con la collaborazione della Soprintendenza, del Comune e soprattutto della Direzione del Museo di Paestum, il sito archeologico di Paestum, ha ospitato il musical Scetammone Ciliento!, scritto e diretto da Sarah Falanga, interprete con i giovani della Compagnia dell’Accademia Magna Graecia.
Uno spettacolo “ruotante”, andato in scena ai piedi del Tempio di Hera, che ha visto la partecipazione attiva del pubblico – circa 600 presenze – che si è trovato direttamente coinvolto nella drammatizzazione, fino a ballare con gli attori nella scena della liberazione.
La storia dei moti rivoluzionari cilentani del 1828 trasformata in un musical, ricchissimo di sonorità cilentane, in cui la musica, la danza e la recitazione sono state curate in egual misura per dar vita al massimo dell’equilibrio espressivo.
Uno spettacolo della gente e per la gente, dove a rivivere non sono stati solo i colori ed i sapori di una tradizione ma il carattere, lo spirito tutto di un popolo.
Uno spettacolo per le coscienze di tutti, in cui ha rivissuto un passato funesto eppure glorioso, un passato di ideali senza il quale non avremmo vissuto questo nostro presente che oggi, di quegli stessi ideali, ne soffre l’assenza.
Nonostante diverse difficoltà di allestimento, che hanno potuto causare anche dei piccoli disagi nella realizzazione e fruizione da parte del pubblico dei singoli spettacoli, il successo non è mancato a testimonianza di come e quanto la gente premi, nonostante tutto, l’unicità ma soprattutto la cultura.
Gli spettacoli tutti interattivi col pubblico ed itineranti, hanno fatto della scenografia “naturale”, quella dei templi dell’antica Polis, la loro forza.
Un plauso particolare alla regia delle luci: nessuna festa pacchiana, ad intaccare la sacralità del luoghi, ma solo atmosfere emozionanti, studiate, delicate che hanno dato una perfetta ambientazione alla drammaturgia ed all’interpretazione stessa.
Insomma con minimi mezzi ma con grandi idee e forte professionalità si può dar vita alla nuova polis della cultura autentica.
Questo un po’ il progetto ambizioso, che partendo dal successo di questa iniziativa estiva, si vorrebbe realizzare: rappresentazioni teatrali, inedite, pensate per Paestum, incentrate su Paestum e la sua storia e realizzate esclusivamente a Paestum, l’antica Poseidonia.
Questa l’idea portante di un progetto ambizioso che vede direttamente coinvolte la Dott.ssa Marina Cipriani e Sarah Falanga entrambe da diverso tempo, ciascuna con la propria attività, impegnate a valorizzare e promuovere con passione e dedizione, un patrimonio artistico e culturale come quello di Paestum. Con loro, i giovani allievi attori dell’Accademia Magna Graecia, che con serio studio, abnegazione al lavoro, tanto sacrificio e dolce freschezza, contribuiscono a dar vita ad un’importante realtà culturale per il Cilento.
Il progetto , che prevede riprese per i prossimi anni degli stessi spettacoli uniti ad altri in fase di elaborazione, è quello di far distinguere Paestum anche per la qualità e lo stile degli spettacoli proposti, che dovrebbero avere la caratteristica di rappresentare il territorio, spettacoli che parlano di Paestum e che gli spettatori potranno vedere solo all’interno del suo straordinario panorama artistico e culturale, magari auspicando ad una struttura adatta ad ospitare le rappresentazioni tutto l’anno.
Il pubblico che arriva a Paestum assisterà a spettacoli unici, che faranno proprio della location la loro ispirazione e forza. L’idea sarebbe quella di creare un’attrattiva turistica ma soprattutto culturale, unica nel suo genere, una sorta di marchio artistico e culturale, in un periodo storico in cui per riuscire occorre distinguersi dalla massa, un po’ come fecero i nostri avi, gli antichi greci, che si sono saputi tanto distinguere fino al punto di creare quel quid che li ha distinti e continuerà a distinguerli in eterno.
E proprio perché non bisognerebbe sprecare oltre, in alcun modo, l’eredità che ci hanno donato, con la fine della bella e calda stagione, non si esaurisce, anzi continua e si rinnova quindi l’impegno culturale da parte di Istituzioni ed enti, forti e uniti nel voler valorizzare un territorio che ha fatto e continua a fare, dopo millenni, la Storia.