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Turismo, cultura e natura nel Parco del Cilento

Via all’idea-progetto Radici: il Comune di Morigerati e il Parco del Cilento insieme per ospitare gli emigrati degli 80 comuni del Parco nelle case immerse nel verde

Coinvolgere tutti gli 80 comuni del Parco del Cilento nell’idea-progetto Radici, messa in piedi dall’ente Parco con il Comune di Morigerati, che ha compiuto il primo passo con la visita del governatore dello stato di Minas Gerais, uno dei più vasti e importanti del Brasile, il professore Antonio Augusto Anastasia, e della delegazione proveniente da Belo Horizonte. Riportare nel Parco del Cilento gli emigrati in tutto il mondo e i loro discendenti, mettendo loro a disposizione, per una vacanza, le case inutilizzate. L’esperienza di Morigerati paese-albergo insegna, e l’idea è quella di incrementare un’ospitalità low-cost per mettere in moto un meccanismo virtuoso culturale ed economico. Sta per partire la richiesta a tutti i Comuni di operare una ricerca sull’emigrazione: l’esigenza è capire quanti abitanti di ogni paese del Parco sono partiti, in che periodo e per quali aree del mondo. La seconda ricognizione che verrà effettuata è quella delle case da utilizzare. L’idea-progetto del sindaco di Morigerati Cono D’Elia, del presidente del Parco Amilcare Troiano e del vice presidente Corrado Matera, è stata presentata alla delegazione di Belo Horizonte, che ha già firmato un accordo con la Regione Campania per un futuro scambio culturale.
L’idea-progetto Radici prevede la valorizzazione delle feste religiose, prima tra tutte quella di San Cono, venerato in tutto il mondo presso le comunità di emigranti. Recuperare le radici, riabbracciare lontani parenti, ricostruire storie e avviare nuovi rapporti e nuovi progetti culturali ed economici è il significato profondo dell’idea. “Far conoscere al governatore di Minas Gerais la sua terra d’origine, ha rappresentato per noi motivo d’orgoglio – ha dichiarato il sindaco di Morigerati Cono D’Elia – ed è con soddisfazione che gli abbiamo mostrato i nostri paesi con la loro vita di tutti i giorni, la gente semplice e pronta all’accoglienza, le mille ricchezze naturali e culturali. Abbiamo chiesto al governatore di portare il nostro messaggio nel suo stato e siamo certi che in futuro tanti suoi connazionali vorranno visitare la terra dalla quale provengono”.
Fra il 1892 e il 1910, 70.000 italiani emigrarono nel Minas Gerais. La maggioranza erano contadini dell’Emilia-Romagna, Veneto, Calabria e Campania. Oggi gli oriundi italiani in Minas Gerais sono 2 milioni di persone (10,6% della popolazione), di cui 1 milione vive nella città di Belo Horizonte e il resto soprattutto nel sud dello stato. Il Minas Gerais è diverso dal resto del Brasile: nonostante il suo nome significhi Miniere Generali, questo stato è in realtà ricchissimo di splendide cittadine coloniali che sembrano essersi cristallizzate in un’altra epoca con le loro chiese barocche e le opere d’arte sacra, che rappresentano oltre la metà del patrimonio artistico nazionale del Brasile.