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Turismo, cultura e natura nel Parco del Cilento

Scoperta la rara Kochia Saxicola a Capo Palinuro

Ancora uno straordinario ritrovamento a conferma dell’elevato valore biogeografico della flora del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, patrimonio UNESCO: a metà ottobre lungo le coste del promontorio di Capo Palinuro sono state rinvenute due stazioni di Kochia saxicola.
Prima l’hanno vista e fotografata da lontano, ma non erano sicuri. Sono tornati dopo una settimana e con l’aiuto dei soci della cooperativa “Palinuro Porto” l’hanno raccolta. Infine l’hanno portata in laboratorio e l’hanno analizzata con cura e scrupolo per essere scientificamente certi. Ed ancora, per l’emozione non l’hanno detto subito. Ma adesso i tre botanici Annalisa Santangelo, Antonio Croce e Sandro Strumia lo possono comunicare ufficialmente con soddisfazione: “ in alcuni punti del promontorio di Palinuro vive Kochia saxicola Guss., pianta rarissima della flora italiana, fino ad oggi nota soltanto per due piccolissime stazioni insulari, a Capri e Strombolicchio ”.
Il ritrovamento è avvenuto nel corso delle indagini di campo svolte dai ricercatori delle Università di Napoli Federico II e della SUN di Caserta, grazie ad un progetto di ricerca fortemente voluto e finanziato dall’Ente Parco, sulle piante rare che il territorio del Cilento ospita. Kochia saxicola non era tra queste, perché fino ad ora nessuno sapeva della sua presenza nel Parco: è stata veramente una straordinaria sorpresa trovarla e gli studiosi hanno voluto dedicare tale scoperta al professor Vincenzo La Valva, primo presidente naturalista del Parco.
“ Non a caso l’UNESCO ha riconosciuto questo Parco patrimonio mondiale dell’Umanità, Riserva di Biosfera e Geoparco – afferma il Presidente Amilcare Troiano – un territorio sopravvissuto all’inarrestabile perdita di biodiversità che si registra ovunque, un territorio protetto in cui ogni giorno avviene un piccolo miracolo della Natura e che dobbiamo continuare a tutelare per tutti noi e per le generazioni future. Grazie ai tanti progetti di ricerca già effettuati ed a quelli in corso, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni si conferma sempre più la culla della biodiversità dell’intero Mediterraneo”.
“ Una scoperta botanica di straordinaria importanza fitogeografica e conservazionistica – sottolinea il consigliere dell’Ente Parco Assunta Esposito – il territorio del Parco rappresenta uno scrigno inesauribile di biodiversità che ci regala continue e meravigliose sorprese sottolineando, ancora una volta, il ruolo fondamentale delle attività di ricerca intese come processi di conoscenza indispensabili per una sempre più adeguata ed efficace pianificazione e gestione del territorio e per tale motivo fortemente sostenute dall’Ente Parco”.