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Castrum Novum, storia di un castello. Rievocazione storica e giostra equestre a Castelnuovo Cilento

Si terrà sabato, 20 agosto e domenica 21 agosto a Castelnuovo Cilento (Sa) la rievocazione storica e la giostra equestre “Castrum Novum”, promossa dall’amministrazione comunale per volontà del sindaco Eros Lamadia e dell’assessore Davide Esposito e scritta e diretta da Gaetano Stella. La manifestazione che durerà due giorni coinvolgerà tutto il paese. Si parte sabato mattina con il sorteggio dei cavalli e dei cavallieri da abbinare alle sei contrade cittadine per proseguire poi con la benedizione dei cavalli da parte del parroco e l’assegnazione di un premio speciale al regista Gjon Kolndrekaj, pronipote di Madre Teresa di Calcutta e a sua moglie Tania Cammarota nata e cresciuta a Castel Nuovo Cilento. Nel pomeriggio corteo storico per le strade del paese e la sera a partire dalle ore 21, la rievocazione storica dedicata al Castello locale. Nel periodo della dominazione longobardica il castello di Castelnuovo, insieme a quelli di Castellammare della Bruca, e di Novi Velia, costituì un grande sbarramento alle vie di comunicazione che, a quell’epoca attraversarono la regione. La sua costruzione nella versione a noi pervenuta risale al 1269 e viene attribuita a Guido D’Alemagna cavaliere francese sceso in Italia al seguito di Carlo D’Angio che ottenne proprio in quell’anno il feudo di Castelnuovo. Dopo la sua morte restò nelle mani dei suoi successori fino al 1496 anno in cui Ferrante II D’Aragona fece confiscare il feudo di Castelnuovo che passò ai Carafeschi, nel 1724 il feudo pervenne alla famiglia dei marchesi Talamo – Atenolfi. Secondo la tradizione, dopo la caduta del castello della Bruca (i cui ruderi e la torre sono ancora visibili sull’acropoli dell’antica Velia), gli ultimi abitanti l’abbandonarono e, risalendo la fortificazione normanna che da allora, accresciuta dal nuovo flusso, prese il nome di Castelnuovo. Con la rivolta dei Baroni di Capaccio, alla quale partecipò anche Gisulfo di Mannia, conclusasi con una sanguinosa repressione, i beni dei Mannia vennero confiscati e Castelnuovo fu assegnato a Guido D’Alemagna, un cavaliere francese della corte di Carlo d’Angiò, morto nel 1297, che fece ricostruire il castello che era stato saccheggiato e danneggiato. Il castello, scomparsa la casa d’Alemagna nel 1469, appartenne a diverse altre famiglie e solo nel 1724 alla famiglia dei marchesi Talamo – Atenolfi. La rivoluzione del 1799, le guerre napoleoniche comunque attraversarono la storia del castello fino al 1848, quando con i moti cilentani, fu luogo d’incontro delle numerose colonne d’insorti e nel 1860 la torre di Castelnuovo fu definitivamente abbandonata. Secondo una leggenda, il castello di Castelnuovo era collegato con il castello di Velia e con altri castelli della zona attraverso dei cunicoli sotterranei.
Protagonisti della rievocazione che vede alla regia Gaetano Stella e alla direzione artistica Matteo Salsano, saranno Elena Parmense, Chiara de Vita, Marco Villani, Antonello Cianciulli, Antonio Izzo, Annarita Vitolo, Enzo Triggiano, Mauro Collina, Federica Buonomo, Carlo Iuliano, Antonio D’Amico, Antonio Grimaldi, Martina Iacovazzo, Anna Coscia.
Nel pomeriggio di domenica invece si terrà il corteo degli sbandieratori e del cavallieri, mentre in serata si terrà la Giostra Equestre.
L’ingresso alla rappresentazione è gratuito