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VeliaTeatro 2011, il 18 agosto: “Miti d’acqua”

L’acqua: elemento primordiale, essenziale, indispensabile. E il mito che è dentro, da sempre, l’essere umano. Dall’intreccio, nasce «Miti d’acqua», il suggestivo allestimento portato in scena dalla compagnia «O Thiasos – Teatro Natura» giovedì 18 agosto (ore 21) a VeliaTeatro, a chiusura della XIV edizione della rassegna sul teatro classico ospitata sull’acropoli dell’area archeologica di Elea-Velia.
Lo spettacolo, scritto e raccontato da Sista Bramini, attinge dalle Metamorfosi di Ovidio, illustrando alcuni dei più celebri miti del poema epico latino del I secolo d.C. La voce narrante dà vita ai personaggi mitologici legati all’acqua, ai suoi luoghi e modi di essere: acque ora fresche, limpide, rassicuranti e illuminate dalla luce. Ma anche acque profonde e torbide che rimandano alle oscurità dell’inconscio. Le fonti, i fiumi, i laghi offrono storie, immagini, musiche, capaci di evocare emozioni, risvegliare ricordi, svelare appartenenze reciproche e dimenticate, far riemergere il legame tra ciò che scorre dentro di noi e ciò che scorre fuori, nella natura circostante.
Ad accrescere le suggestioni dello spettacolo, l’accompagnamento della musica per viola, scritta e interpretata allo strumento da Camilla Dell’Agnola, ideata e studiata in stretto rapporto con la narrazione. Tra i miti trasposti sulla scena, spicca quello di Aretusa, la ninfa che per sfuggire alle attenzioni del dio Alfeo, trovò scampo nell’isola di Ortigia, a Siracusa, dove la dea Artemide la trasformò in una fonte. Poi c’è quello di Ermafrodito, il bellissimo figlio di Ermes e Afrodite, che giunto sulle rive di un lago, fu avvistato dalla ninfa Salmace che si innamorò di lui. E non appena il dio si bagnò nelle acque del bacino, lei lo abbracciò e si fuse con lui per sempre, dando vita a un essere metà uomo e metà donna. Infine il mito di Atteone, cacciatore che dopo aver visto Artemide nuda mentre si bagnava, fu trasformato in cervo per punizione dalla dea, spruzzandogli acqua sul viso.
«La metamorfosi – spiega l’autrice e attrice dello spettacolo, Sista Bramini – è il modo per accostarsi ad altre realtà che riteniamo a noi estranee, a condizioni percepite quali contrarie a noi stessi. Siamo diversi, ma molto più simili ai nostri opposti, rispetto a quanto crediamo. E l’acqua è l’elemento più vicino alla trasformazione, al flusso ciclico».
La manifestazione, organizzata dalla Compagnia Michele Murino Cilento Arte, si svolge con il sostegno di Soprintendenza Archeologica di Salerno, Regione Campania, Provincia di Salerno, Ente Provinciale Turismo di Salerno, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Banca del Cilento – Credito Cooperativo di Vallo della Lucania, Comunità Montana Lambro e Mingardo, Comune di Ascea, Comune di Casal Velino.
Botteghino 10 euro. Navette gratuite dal parcheggio all’ingresso dell’area archeologica di Elea-Velia per l’acropoli dalle 19.30. Info: www.veliateatro.it – Pro loco di Ascea – 0974 972230