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VeliaTeatro 2011, il 17 agosto: “Demetra e Persefone”

C’è il sentimento umano della madre privata della figlia, c’è il mistero della vita tradotto nel mito sulla fertilità della terra. Sul palco di VeliaTeatro (mercoledì 17 agosto, ore 21), giunge l’evocativa rappresentazione di «Demetra e Persefone», il secondo dei tre spettacoli che la compagnia «O Thiasos – Teatro Natura» mette in scena nell’ambito della XIV edizione della rassegna in programma sull’acropoli dell’antica Elea-Velia. L’opera, scritta e narrata da Sista Bramini, che recita con Francesca Ferri (curatrice delle musiche) e Camilla Dell’Agnola, riprende l’Inno Omerico a Demetra, risalente al VII secolo a.C.
È la storia del rapimento di Persefone da parte di Ade, dio degli Inferi, e delle peregrinazioni della madre Demetra, dea della natura, alla ricerca della figlia perduta. Un mito che incarna il ciclo di fecondità della terra e giustifica il ritmo delle stagioni e che più di altri tradisce il rapporto privilegiato con i sensi e con le percezioni. Gli antichi greci erano soliti celebrare il racconto mitico nel mistero dei riti eleusini, la narrazione portata in scena da «O Thiasos» scivola invece nell’alveo di un canto a due voci fino al ritrovamento e al fine, lieto a metà. Perché Persefone dovrà tornare per una parte di ogni anno (quando la terra è spoglia e sterile) nel regno delle ombre.
«Nel racconto non si avverte soltanto l’origine delle stagioni o il mistero del seme – spiega l’autrice e interprete Sista Bramini – Ma c’è la metafora della vita umana, in cui ognuno di noi sopporta degli inverni, prefigurando e immaginando delle primavere. È un mito archetipico, universale: non c’è bisogno di averlo conosciuto con lo studio per comprenderlo, è per tutti. Del resto gli antichi del mito facevano un momento fondativo di una realtà, un codice che riassumeva piani e significati differenti, emotivi e razionali insieme, legati alla vita collettiva». Canti tradizionali di area mediterranea, della Magna Grecia di un tempo, in particolare, accompagnano la voce nella rappresentazione.
VeliaTeatro proseguirà con l’ultima delle tre rappresentazioni della compagnia «O Thiasos – Teatro Natura»: giovedì 18 agosto (ore 21), «Miti d’acqua», dalle Metamorfosi di Ovidio, che chiude questa edizione del festival.
La manifestazione, organizzata dalla Compagnia Michele Murino Cilento Arte, si svolge con il sostegno di Soprintendenza Archeologica di Salerno, Regione Campania, Provincia di Salerno, Ente Provinciale Turismo di Salerno, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Banca del Cilento – Credito Cooperativo di Vallo della Lucania, Comunità Montana Lambro e Mingardo, Comune di Ascea, Comune di Casal Velino.
Botteghino 10 euro. Navette gratuite dal parcheggio all’ingresso dell’area archeologica di Elea-Velia per l’acropoli dalle 19.30. Info: www.veliateatro.it – Pro loco di Ascea – 0974 972230