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Oasi WWF Persano “Sulle tracce della Lontra, la regina dei fiumi”

Vive in acque incontaminate ed è un predatore al vertice della catena alimentare: per questo è considerata un’indicatore biologico importantissimo per l’ecosistema. E’ la Lontra, mammifero una volta presente nei corsi d’acqua e nei laghi di tutta Italia e adesso decimata dall’inquinamento e dalla cementificazione delle aree fluviali. Oggi, in tutta la penisola, si contano appena 260 esemplari. Per questo la Lontra è stata inserita nella lista rossa mondiale delle specie in pericolo, uno dei mammiferi maggiormente minacciati di estinzione in Italia, anche perché le popolazioni residue, concentrate nell’Oasi Wwf di Serre-Persano e in parte nei fiumi Sinni, Basento e Agri in Basilicata, sono completamente isolate dalle altre popolazioni europee.
Il Wwf Italia gestisce l’oasi di Serre-Persano: un’isola verde di 110 ettari in provincia di Salerno istituita nel 1981 su un lago artificiale lungo il corso del fiume Sele. Insieme alla Regione Campania, al Comune di Serre e grazie al cofinanziamento comunitario del Programma di sviluppo rurale della Campania 2007-2013, ha promosso il progetto “Sulle tracce della Lontra, regina dei fiumi” che mira a sensibilizzare e conservazione gli habitat fluviali. In quest’ottica si inserisce il convegno di sabato 18 giugno a Serre (piazza Vittorio Veneto-sala Conforti, ore 9,00) al quale parteciperanno Palmiro Cornetta (sindaco di Serre) Amilcare Troiano e Angelo De Vita (presidente e direttore del Parco nazionale del Cilento), Domenico Totaro (presidente del Parco nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese), Domenico Nicoletti (riserva naturale foce Sele e Tanagro), Vito Busillo (presidente Consorzio bonifica in destra del Sele), Susanna D’Antoni (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambiente-Ispra), Anna Loy (Università del Molise) e Antonio Canu (Oasi del Wwf). Il dibatitto sarà moderato da Fabrizio Bulgarini del Wwf Italia.
Il progetto prevede, inoltre, l’allestimento di mostre didattiche nelle scuole di Serre, la redazione di un opuscolo divulgativo e di un sito web sulla Lontra. “Proteggere la Lontra – dichiarano gli organizzatori – significa difendere la qualità degli ambienti fluviali e, in un’ottica più generale, la qualità e la disponibilità di acqua. Un obiettivo importante, soprattutto in Campania, dal quale dipende la qualità della vita di milioni di cittadini”.
Al termine del convegno, il Wwf ha organizzato una degustazione di prodotti tipici del Cilento, preparati da artigiani locali. Per informazioni: Comune di Serre tel. 0828 974900.

Per approfondimenti
La Riserva Naturale Foce Sele Tanagro
E’ un’area protetta di 9.900 ettari istituita nel 1993: interessa il corso di tutti i fiumi della Campania che sfociano nel Golfo di Salerno e comprende quasi 40 Comuni. Presenta una varietà di ambienti dovuti al dislivello altitudinale: l’area si estende, infatti, dal livello del mare sino ai 1800 metri del Monte Polveracchio. Questo diversificato mosaico vegetazionale è costituito da un gran numero di ambienti erbacei, arborei e arbustivi, che sono alla base della straordinaria ricchezza delle specie animali presenti. E’ un’area umida e, per questo, rappresenta un importante habitat per l’avifauna, un fondamentale luogo di sosta e svernamento per le specie migratrici.

L’Oasi di Persano
Dal 1981 la riserva naturale ospita l’Oasi Wwf di Persano: un’isola verde di 110 ettari, istituita per tutelare gli habitat e la fauna di un lago artificiale lungo il medio corso del fiume Sele. L’Oasi è nella parte alta della Piana del Sele, al vertice interno della pianura che, a forma di ventaglio, si apre verso mare tra i Monti Picentini e i Monti Alburni. L’Oasi rappresenta il cuore della ZPS (zona di protezione speciale) “Medio corso del fiume Sele-Persano”, e della riserva naturale regionale ”Foce Sele-Tanagro”. Simbolo dell’Oasi, nonché motivo della sua istituzione, è la Lontra.

L’importanza degli ambienti fluviali
Le acque interne costituiscono lo 0,01% delle acque del globo terrestre e lo 0,8% della superficie terrestre: una piccolissima frazione che rappresenta l’ambiente vitale per il 6% delle specie conosciute al mondo. Un patrimonio di inestimabile valore naturale, economico, culturale, estetico e scientifico, purtroppo soggetto a un rapido declino. Le particolari caratteristiche morfologiche e funzionali degli ecosistemi delle acque interne le rendono particolarmente vulnerabili alle attività umane, considerando che l’acqua è la risorsa naturale più sfruttata. La continua e intensa pressione antropica, l’uso e la trasformazione del suolo, l’inquinamento derivante dalle attività umane – urbane, agrarie e industriali – i cambiamenti delle caratteristiche fisiche dei deflussi, nonché l’alterazione del regime idrologico, stanno portando al collasso gli ecosistemi acquatici, tanto che le specie che ne fanno parte sono quelle maggiormente a rischio di estinzione, con tassi di circa sei volte superiori a quanto avviene per le specie marine e terrestri.

Lontra e qualità dell’ecosistema
La Lontra, predatore al vertice della catena alimentare può essere considerata un indicatore biologico degli habitat acquatici incontaminati. La sua presenza è dunque garanzia di qualità dell’ambiente. La sua conservazione favorisce indirettamente la sopravvivenza di altre specie che traggono vantaggio da una elevata naturalità dell’ambiente. Solo proteggendo l’integrità degli ecosistemi naturali e dei loro processi interni si garantisce nel lungo termine la conservazione delle specie che ne fanno parte.