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Riparte con Peppe Barra la stagione teatrale di Laurino

Riparte con il cartellone “Equinozio di Primavera” la stagione teatrale di Laurino (Salerno): si tratta della terza edizione organizzata dalla direttrice artistica Almerica Schiavo per il Teatro comunale, che sarà inaugurata il prossimo 30 aprile, alle ore 21, da Peppe Barra con lo spettacolo “Ci vediamo poco fa”.
Il sipario della rassegna – patrocinata dalla Banca di Credito Cooperativo Monte Pruno di Roscigno e Laurino – si apre con lo spettacolo di Peppe Barra, focalizzato sulle canzoni degli autori che più ha amato, da Giorgio Gaber a Bruno Lauzi, da Raffaele Viviani a Bertold Brecht e Kurt Weill, con l’energia travolgente che lo caratterizza, e affidandosi alla raffinata scrittura musicale e poetica di vari autori e alla sapienza dei musicisti che lo accompagnano.
Il 7 maggio, sempre alle ore 21, è la volta di Ulderico Pesce in “Storie di Scorie”, un copione scritto sui temi del nucleare, sui traffici di scorie e sulle storie della povera gente che subisce i soprusi delle multinazionali.
Terzo e ultimo appuntamento il 2 giugno con “Osceno Novecento”: protagonista Maria Letizia Gorga, che porta in scena canzoni del Novecento ritenute “scabrose” e quindi relegate in una sorta di limbo della discografia, ma oggi utili a ripercorrere le vicende e le storie del Secolo breve.
“Anche per il 2011 – ha detto Almerica Schiavo – siamo riusciti a realizzare una stagione teatrale di altissima qualità, nonostante le difficoltà economiche, per regalare al pubblico del Cilento, e non solo, momenti di pura arte e continuare il percorso di valorizzazione del Teatro di Laurino, un gioiello architettonico e uno straordinario contenitore che altrimenti avrebbe visto svanire la sua funzione di attrattore culturale per il territorio. Un territorio – ha concluso – che ha bisogno di attività come questa e su cui ci siamo impegnati fino in fondo”.

SCHEDE SPETTACOLI

PEPPE BARRA – CI VEDIAMO POCO FA – 30 APRILE – ORE 21
Luca Urciuolo: pianoforte e fisarmonica
Paolo Del Vecchio: chitarra e mandolino
Un recitar cantando, giocando di continuo con il pubblico: si può definire così il nuovo spettacolo che Peppe Barra porta in scena.
La voce straordinaria e il talento unico di Peppe Barra attraggono lo spettatore nel suo mondo artistico fatto di follia, poesia, malinconia, ironia graffiante, estro e divertimento, per farci scoprire le canzoni degli autori che più ha amato. Da Giorgio Gaber a Bruno Lauzi, da Raffaele Viviani a Bertold Brecht e Kurt Weill.
Un repertorio di canzoni che si intreccia con quello comico e grottesco dei monologhi e delle parodie fino all’esplosione della febbre primitiva e dionisiaca di un finale dove la sua voce irrompe prepotente dai meandri di una napoletanità ancestrale e sofferta.
Peppe Barra segue il suo affascinante percorso in grado di accordare sulla medesima tastiera vocale, ritmo e giocosità. E come sempre contamina felicemente suoni e stili con l’energia travolgente che lo caratterizza affidandosi alla raffinata scrittura musicale e poetica di vari autori e alla sapienza dei musicisti che lo accompagnano.
In “Ci vediamo poco fa” Peppe Barra concentra l’essenza delle sue qualità di cantante e attore. E’ qui che le sue doti di animale da palcoscenico raggiungono un’ineguagliabile forza di attrazione. Ogni sua apparizione annienta lo spettatore, lo lascia attonito e stupito e anche questa volta lascerà il segno.

ULDERICO PESCE – STORIE DI SCORIE – 7 MAGGIO – ORE 21
Parla del pericolo nucleare italiano “Storie di scorie” e depositi nucleari pieni di scorie radioattive per giunta custodite in maniera approssimativa e, in molti casi, senza il necessario rispetto dei vincoli di sicurezza. Ulderico Pesce costruisce il testo in base a indagini della magistratura e punta prevalentemente sull’avvento dell’industria nucleare italiana. Il testo racconta la vita Nicola, figlio di un contadino del Metapontino (Mt) che ha lavorato come addetto alle pulizie nel deposito nucleare della Trisaia di Rotondella (Mt) dove negli anni ’60 arrivarono 84 barre di uranio radioattivo provenienti dagli Usa delle quali, 64 sono ancora conservate nel deposito lucano, altre riprocessate, altre ancora sono conservate nel deposito nucleare della Casaccia, a 25 chilometri a nord-est di Roma. Nicola, avendo scoperto illeciti da parte dell’Enea è stato licenziato. Successivamente è partito volontario per la Bosnia dove ha respirato polvere di proiettile all’uranio e si è ammalato. Tornato in Italia ha fatto domanda alle Poste Italiane ed è stato assunto come postino a Saluggia (VC). La piccola casa che ha preso in affitto è sulla Dora Baltea, la finestra si affaccia proprio sul deposito nucleare del luogo.
A novembre del 2003 decide di tornare in Lucania per partecipare alla protesta contro il decreto 314 emanato dal Governo, secondo il quale a Scanzano Jonico, paese dove è nato e dove suo padre ha un’azienda agricola, dovrà nascere il deposito unico di scorie nucleari italiane. Nicola sarà tra gli organizzatori della protesta contro il decreto e comincerà ad informare la popolazione sul pericolo del deposito nucleare della Trisaia di Rotondella dove ha lavorato anni prima e nel contempo denuncerà la situazione di alto rischio in cui vivono oggi i depositi nucleari di Latina, della Casaccia di Roma, di Caorso ecc. Inoltre lo spettacolo parla del pericolo che minaccia le popolazioni che vivono nei dintorni delle basi militari americane di Aviano e Ghedi di Torre e nei dintorni dei luoghi dove è stata portata l’industria chimica come Augusta, Gela, Crotone, Brindisi, Marghera, Manfredonia, Milano, o dove è stato per molti anni usato l’amianto come Monfalcone, Pisticci o Tito scalo.

MARIA LETIZIA GORGA – OSCENO NOVECENTO – 2 GIUGNO – ORE 21
Scritto e diretto da Pino Ammendola
Al pianoforte: Stefano De Meo
Al violoncello: Laura Pierazzuoli
“Osceno Novecento” ha la voce di Maria Letizia Gorga ed è un singolare ritratto in musica del secolo che è appena finito. A formare l’originale e stuzzicante recital di canzoni, infatti, è una serie di ventidue brani scelti in quel repertorio musicale che lungo il
‘900 europeo fa da sfondo ad avvenimenti pubblici e vicende private, non mancando di sfogare anticonformismi e libertà, dalla più celebre “Mutandine di chiffon” di Marf alla meno nota cover “Angeli e diavoli” (proposta nella versione italiana di Paolo Limiti), sulle note dal vivo del pianoforte di Stefano De Meo e del violoncello di Laura Pierazzuoli. Un secolo di canzoni proibite è un recital di canzoni italiane di questo secolo, che per molti anni sono state confinate in una sorta di inferno dei benpensanti.