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Consiglio provinciale: approvata delibera per nuova Regione

Il Consiglio provinciale di Salerno ha approvato la proposta di istituzione di una nuova regione denominata “Principato di Salerno”, ai sensi dell’articolo 132, comma 1 della Costituzione.
La proposta, deliberata già da 68 Comuni della Provincia di Salerno che rappresentano 505.336 abitanti su 1.107.652, sarà esaminata dalla Corte di Cassazione martedì 1 febbraio. La delibera è stata votata, per appello nominale, all’unanimità dei presenti.
“E’ la prima volta che vengono attivate le procedure previste dalla Costituzione per l’istituzione di una nuova regione” – ha dichiarato il presidente della Provincia di Salerno, on. Edmondo Cirielli”, ricordando che il voto del Consiglio provinciale “ha valore politico e non ne influenza l’iter giuridico”.
“La Provincia di Salerno – ha continuato – ha le carte in perfetta regola per poter aspirare da sola ad essere una regione. Ne ha il diritto storico, geografico, agricolo, produttivo, economico, demografico, culturale, archeologico e turistico”. “Forse – ha sottolineato Cirielli – è unica in Italia nella sua propria caratteristica di autosufficienza in tutti i settori”.
Il presidente Cirielli ha inoltre ricordato i precedenti storici, sin dall’Assemblea Costituente, che giustificano l’aspirazione delle popolazioni della Provincia di Salerno all’autonomia.
“E’ un’occasione storica – ha concluso – che ha valore al di là delle contingenze politiche. Un’opportunità unica per il futuro dei nostri figli, sulla quale non credo ci siano motivi di dissenso di carattere partitico”.
Al dibattito sono intervenuti i consiglieri: Amelia Viterale, Cristoforo Salvati, Francesco Alfieri, Antonio Cammarota, Matteo Bottone, Salvatore Memoli, Giovanni Fortunato, Pasquale Mauri, Antonio Anastasio, Giovanni Savastano, Salvatore Bottone, Simone Valiante, Massimo D’Onofrio, Massimo Cariello, Pasquale Aliberti, Paolo Russomando.
In sede di replica il presidente della Provincia ha precisato: “Condivido le ragioni espresse per coinvolgere le Province di Avellino e Benevento. Per il momento, però, il vero scoglio è rappresentato dal referendum. Allargare significherebbe ritardare il raggiungimento dell’obiettivo. Nel successivo dibattito parlamentare sarà possibile introdurre l’inclusione di altre realtà territoriali”.