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Sant’Arsenio, distribuiti kit per il rilevamento della trichinellosi nella selvaggina

Sono circa un centinaio i kit distribuiti ai cacciatori per il prelievo di carne dalla selvaggina, in particolare dai cinghiali, che servirà poi alle autorità sanitarie per rilevare eventuali casi di Trichinellosi, patologia causata da vermi che può essere pericolosa non solo per gli animali, ma anche per l’uomo, in caso di ingestione di carne cruda o poco cotta.
I kit sono stati consegnati nel corso di un incontro che si è svolto nell’aula consiliare di Sant’Arsenio (Salerno), organizzato dal Comune nell’ambito del programma regionale di monitoraggio della Trichinellosi nella fauna selvatica (in base a un regolamento comunitario del 2005).
Al convegno hanno partecipato il sindaco di Sant’Arsenio, Nicola Pica, e i rappresentanti dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno di Portici (Napoli), Nicola D’Alessio, e dell’Istituto per la gestione della fauna selvatica, Sabatino Troisi, che hanno fornito ai partecipanti le nozioni principali di questa patologia, dai metodi di utilizzo dei kit alla profilassi necessaria.
Sant’Arsenio, infatti, è uno dei centri con il maggior territorio boschivo e montano, e con una forte presenza di fauna selvatica, in particolare cinghiali, e quindi di cacciatori che, soprattutto nei week-end, affollano i sentieri e le vallate del centro del Vallo di Diano: “Non potevamo quindi non organizzare un incontro del genere – ha detto il sindaco Pica – e spiegare agli amanti dell’attività venatoria come usare il kit e dove consegnare i frammenti raccolti. Abbiamo fortemente voluto questa iniziativa perché una zona come la nostra, e in particolare il nostro Comune, rischiava di restare fuori dall’area di monitoraggio della Campania e dal progetto regionale, con un grave rischio per i cittadini”.