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Suoni e canti cilentani, III gara provinciale di organetto a “Il Percorso dei briganti”

In programma a Piaggine domenica 26 settembre, il raduno degli appassionati di strumenti della civiltà contadina.
L’iniziativa vuole rivalutare l’organetto e con esso la riscoperta festosa del mondo rurale del nostro comprensorio, del Cilento e Vallo di Diano. Questo strumento fece la sua comparsa all’inizio del novecento sostituendo, in parte, la zampogna. Tutte le “compagnie” in pellegrinaggio avevano cantori con l’organetto.
L’organetto, insieme ad altri strumenti musicali rurali, ispiravano balli e canti per gli intrattenimenti festosi che richiamavano frotte di giovani. Spesso, questo strumento, era accompagnato dalla chitarra battente, da sonagli, nacchere, tamburelli e ciaramella. Ha un effetto dirompente e gioioso che elettrizza. Si prestava ad improvvisazioni: bastava un pergolato davanti casa al fresco, l’aia, uno spiazzo o largo, appena finiti i lavori dei campi, s’iniziavano sfrenate tarantelle ingaggiando veri scontri di virtuosismo musicale e di ballo. Il suonatore bravo veniva riconosciuto dalle coppie più esperte di ballo che ne consacravano il talento in un’ammaliante intesa a suon di note e passi di danza. Si stabiliva una reciprocità di suoni e movimenti pronta a ripetersi nelle successive feste. La sintonia era ammirata e rinomata nei comprensori. Le fiere erano, per i suonatori di organetto, le tappe per farsi ammirare di paese in paese. La notorietà portava ad essere invitati soprattutto ai matrimoni, dove, a ricompensa delle ballate, si poteva consumare un sicuro pasto nuziale, fatto di pastina con il pollo, prosciutto e caciocavallo. Le scene ballate, erano tutte improntate al corteggiamento che si faceva sempre più audace e sfrenato alla ricerca di contatti sempre più avvincenti, ma opportunamente interrotti, con cambi di direzione o con la descrizione di ampi cerchi, per essere nuovamente riproposti. La postura del corpo avvolgente, la mimica prendono tratti del rito senza vezzi, ma rude ed immediato. Chiarissimi erano i riferimenti e l’orientamento del corpo deciso, mai carezzevole, alle parti più attraenti della partner e se ne sfioravano gli indumenti. Il contatto avveniva tramite il fazzoletto o veli con cui la ragazza invogliava il maschio a seguirla prendendo l’altro capo. Le espressioni del fisico smunto, leggero, ma resistente e l’irruenza dettata dalle note dell’organetto caricava di simbolismo ogni movimento. Le coppie in genere manifestavano l’intesa raggiunta…quasi a muoversi fosse un solo corpo, guidato dalla musica. Le movenze si apprendono da piccoli. Molto diffuso era il ballo tra persone dello stesso sesso, un limite proposto dalla consuetudine di distanza tra i due sessi. Infatti, ancora oggi, è riproposto dalle persone anziane. La scuola di organetto, tenuta dal maestro Donnantuoni Antonio,in Piaggine e nei paesi limitrofi, ha avviato decine di bambini all’uso di questo strumento musicale. Ho sostenuto e promosso, da assessore, questi “antichi suoni”. L’iniziativa prevede il percorso nel paese. Nel pomeriggio invece, le scuole di organetto, partecipanti all’iniziativa, saranno posizionate nel centro storico ed animeranno con balli e canti i rioni. Dopo aver predisposto, gli elenchi delle categorie, si procede al sorteggio dei concorrenti ed iniziano i brani musicali. La premiazione sarà l’atto conclusivo della serata. Nell’ambito della manifestazione saranno allestite: mostre artigianali e fotografiche del mondo contadino.
In sintonia, con lo spirito della manifestazione, vi è la preparazione di piatti tipici locali, in particolare la pecora alla pastoresca del brigante…. (si dice afrodisiaca) e via tante tarantelle.