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Teresa De Sio chiude stasera a Pertosa la XV edizione di “Negro”

Ieri (28 agosto) Hevia con gli Zampognari Lucani e gli Ethnos in “Buena Gaita Social Club”.
Sarà Teresa De Sio a chiudere stasera alle ore 22 la quindicesima edizione di “Negro”, il festival di musica e cultura etnica che si è svolto a Pertosa (Salerno) a partire dallo scorso 26 agosto: la popolare cantante porterà sul palco principale della rassegna il suo “Due Sicilie tour”, a conferma del suo progetto artistico che disegna una convivenza eccellente e trans-generazionale tra folk e rock.
Il live della De Sio sarà preceduto alle ore 21 dall’esibizione di H.E.R. (29 agosto) che scatenerà il suo violino elettrico per “Antro suono”, sul palco allestito all’interno delle grotte dell’Angelo, a cavallo tra canzone e musica classica, a chiusura di un vero e proprio “antro-festival che ha messo in vetrina emozioni e ricerche sonore giunte dalle alpi occitane, tra Francia e Piemonte, fino alle coste del mediterraneo medio orientale, per poi risuonare di antiche melodie lucane e di atmosfere europee.
Ieri (28 agosto) invece la terza giornata del festival è stata intermanente assorbita dal progetto “Buena Gaita Social Club”, con un’unione speciale tra la star internazionale Hevia, le melodie tradizionali della Basilicata portate dagli Ethnos, e il fascino degli zampognari del Pollino. SI è trattato di in un progetto speciale appositamente creato per il festival: proprio agli artisti del Pollino è toccato il compito di aprire il concerto sul palco centrale, attraversando tutta la piazza al suono delle cornamuse. Immediatamente dopo è stata la volta degli Ethnos, che si sono esibiti fino alle 23.30, quando hanno lasciato la scena a Hevia. L’artista asturiano, accompagnato solo da un pianoforte a coda e dalle percussioni, ha ripercorso i brani della tradizione con le cornamuse e con altri strumenti a fiato, portando il pubblico a un finale di “jam session” con gli Ethnos e gli zampognari lucani.
Durante in concerto c’è stato anche un momento di incontro con le istituzioni culturali quando José Ángel Hevia Velasco ha ricevuto dal “Comitato per la promozione del patrimonio immateriale” il premio “Comunità Sonore”, conferito “…a coloro che grazie al loro impegno contribuiscono in modo significativo alla salvaguardia dei panorami sonori delle nostre comunità…”. Lo stesso comitato, noto anche come “Intangibile Cultural Heritage Network” ha anche offerto al maestro Luigi Milano, ottuagenario suonatore di arpa portativa popolare, il premio “Culture Viventi” riservato “…a testimoni di tradizione, operatori culturali, associazioni, studiosi, amministratori che…hanno contribuito in modo significativo alla salvaguardia ed alla trasmissione del patrimonio culturale immateriale, alla valorizzazione sostenibile dello stesso o alla difesa dei diritti culturali.
Non è stata da meno poi la parte ambientalista del Negro Festival, che quest’anno ha presentato un’importante novità, esperienza unica in Europa, grazie all’iniziativa della Fondazione MIdA: nelle serate di Negro 2010, le grotte saranno aperte per lo Speleoraft, avventuroso rafting al buio, nelle viscere della terra, con esplorazione speleologica a piedi, risalendo il fiume sotterraneo che da il nome al Festival, a cui si aggiungono, come da tradizione, le proposte di Negrosapori, Negroartigianato, Negrolibri e, soprattutto, Negrosolidarietà.

(Per assistere ai concerti e partecipare alle iniziative di “Negro” l’ingresso è di 5 euro al giorno, con possibilità di abbonamento per quattro sere a 10 euro).