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Ogliastro Marina e Licosa, stasera la presentazione del libro con 40 documenti inediti

Dal mito delle sirene sviluppatosi in epoca greca, fino ai rimaneggiamenti del sistema di difesa della costa messo in opera dagli aragonesi: è una carrellata attraverso i secoli che ha come suo centro di attenzione Ogliastro Marina e Licosa, nel Comune di Castellabate.
Il volume “Ogliastro Marina e Licosa, note di storia antica e medievale” di Fernando La Greca e Amedeo La Greca, sarà presentato stasera (30 giugno) alle ore 20 sullo splendido sagrato della chiesa di Santa Maria delle grazie. Interverranno il sindaco di Castellabate Costabile Maurano, l’assessore alla cultura Paola Piccirillo, il consigliere comunale Domenico Di Luccia e gli autori dell’opera. Modera il docente Gennaro Malzone.
Il volume, che ha già ottenuto ottimi riscontri durante la “Settimana della Cultura”, svoltosi lo scorso febbraio a Castellabate, contiene 40 documenti inediti sulle due località e vede la luce in occasione dei mille anni dal primo atto notarile che attesta l’esistenza di Ogliastro Marina (l’antica Oliarola): è un documento del 1008, oggi custodito nell’archivio della badia di Cava de’ Tirreni.
«Quello di Ogliastro Marina e Licosa è un territorio splendido dal punto di vista naturalistico, ma anche ricco di testimonianze storico-archeologiche, dove la presenza umana è attestata fin da epoche antichissime – spiega il sindaco Maurano – Questo libro è uno sprone alla scoperta che ci induce a guardare con una rinnovata attenzione e un’accresciuta consapevolezza la nostra terra».
«Gli autori, Fernando La Greca e Amedeo La Greca, uniscono la passione per la scoperta storica a un rigoroso lavoro di comparazione delle fonti, con un ricco corredo di documentazione letteraria, archivistica e bibliografica», sottolinea l’assessore alla cultura, Paola Piccirillo.

Sull’isolotto di Licosa sono stati rinvenuti reperti preistorici e resti di edifici di epoca romana, mentre nelle acque antistanti il promontorio e la frazione San Marco i fondali ci hanno restituito numerosi materiali nautici, soprattutto ceppi di ancore romane. Ancora oggi tracce di pavimenti a mosaico, lastricati e colonne richiamano i fasti delle epoche passate e testimoniano il ruolo chiave che l’area aveva nel mondo antico, sia nelle rotte tirreniche d’altura che nella difesa dagli attacchi marittimi.

Anche nel medioevo la lista dei popoli che vi si insediarono è lunga e dimostra la capacità attrattiva che questa zona aveva per la sua ricchezza produttiva. Monaci italo-greci e benedettini, pirati saraceni e mercanti atranesi fecero di questo lembo di terra la loro meta privilegiata. Di qui le lotte per il possesso di approdi ambiti, la dominazione longobarda e la conquista normanna, la concessione al quarto abate di Cava de’ Tirreni, Costabile Gentilcore, e la realizzazione di un polo commerciale a Licosa. Infine, l’avvento della casa sveva, degli angioini e degli aragonesi.