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Castellabate, mercoledì il premio agli emigranti, ambasciatori di Castellabate nel mondo

Gran finale per la “Settimana della cultura”, di scena a Castellabate nei giorni che precedono i solenni festeggiamenti del patrono e fondatore San Costabile Gentilcore, nonché compatrono della diocesi di Vallo della Lucania. La rassegna di eventi, organizzata dal Comune di Castellabate, si concluderà infatti mercoledì 17 febbraio in occasione della festa patronale. Alle ore 16 nel Castello dell’Abate si svolgerà anche la cerimonia di consegna del “Premio agli emigranti, ambasciatori di Castellabate nel mondo”.
A ritirare il riconoscimento saranno una quindicina di emigranti che hanno lasciato Castellabate da oltre 30 anni. Dopo il saluto del sindaco Costabile Maurano, riceveranno dal primo cittadino una miniatura artistica dell’antico busto di San Costabile Gentilcore. I premiati sono Ciro Carratù (Bolzano), i coniugi Gennaro Ciardi e Antonella Cardullo (Ostia), Costabile Di Biasi (Roma), Giuseppe Di Fluri e Giuseppe Capezzuto (Svizzera), Costabile Giannella (Ravenna), Mario Giannella (Roma), Vincenzo Guariglia (Catanzaro), Giuseppe Martuscelli (Delaware, Usa), i coniugi Pasquale Nicoletti e Maria Luisa Ponticorvo (Germania), Francesco Paolo (Riano Romano), Michele Ponticorvo (Lavinio).
Nella stessa sede la preziosa statuetta sarà consegnata dal primo cittadino anche ad Amedeo Colella, instancabile promotore dell’immagine di Castellabate in Italia e nel mondo, Dionisia De Santis, per il suo impegno nella conoscenza e divulgazione dell’ambiente, Gennaro Malzone per la ricerca storica che ha consentito di approfondire la conoscenza della storia locale, Amedeo Comunale, membro attivo del comitato festeggiamenti in onore di San Costabile, Antonio D’Isanto, castellabatese d’adozione.
La cerimonia di saluto agli emigranti, a conclusione della “Settimana della cultura”, è un’iniziativa varata dall’amministrazione comunale. Scopo dell’evento è incontrare gli emigranti che da Castellabate si sono trasferiti in altre località da oltre 30 anni, per lo più per motivi di lavoro. Nonostante la lontananza, però, continuano a sentirsi radicati alla municipalità fondata da San Costabile e, quando possibile, tornano nel paese da cui sono partiti.
«Abbiamo voluto offrire agli emigranti storici l’opportunità di ritornare a Castellabate, seppure per qualche giorno – spiega il sindaco Maurano – per far sentire loro la vicinanza fisica con la terra natia e i cittadini tutti. In questa occasione consegneremo loro una riproduzione in miniatura del nostro Santo patrono e fondatore, simbolo religioso e civile di Castellabate, quale segno tangibile di un legame mai interrotto».