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In un libro 40 documenti inediti sulla storia antica di Ogliastro Marina e Licosa

Dal mito delle sirene sviluppatosi in epoca greca, fino ai rimaneggiamenti del sistema di difesa della costa messo in opera dagli aragonesi: è una carrellata attraverso i secoli che ha come suo centro di attenzione Ogliastro Marina e Licosa, nel Comune di Castellabate. Il volume “Ogliastro Marina e Licosa, note di storia antica e medievale” di Fernando La Greca e Amedeo La Greca, sarà presentato domenica 7 febbraio alle ore 18 nella sala polifunzionale a Castellabate, nell’ambito della “Settimana della cultura”, la rassegna di eventi che precede la festa patronale di San Costabile Gentilcore.
All’appuntamento intervengono il sindaco di Castellabate Costabile Maurano, l’assessore alla cultura Paola Piccirillo e gli autori dell’opera. Modera il docente Gennaro Malzone.
Il volume contiene 40 documenti inediti sulle due località e vede la luce in occasione dei mille anni dal primo atto notarile che attesta l’esistenza di Ogliastro Marina (l’antica Oliarola): è un documento del 1008, oggi custodito nell’archivio della badia di Cava de’ Tirreni.
«Gli autori, Fernando La Greca e Amedeo La Greca, uniscono la passione per la scoperta storica a un rigoroso lavoro di comparazione delle fonti, con un ricco corredo di documentazione letteraria, archivistica e bibliografica», sottolinea l’assessore alla cultura, Paola Piccirillo.
«Quello di Ogliastro Marina e Licosa è un territorio splendido dal punto di vista naturalistico, ma anche ricco di testimonianze storico-archeologiche, dove la presenza umana è attestata fin da epoche antichissime – spiega il sindaco Maurano – Questo libro è uno sprone alla scoperta che ci induce a guardare con una rinnovata attenzione e un’accresciuta consapevolezza la nostra terra».

Sull’isolotto di Licosa sono stati rinvenuti reperti preistorici e resti di edifici di epoca romana, mentre nelle acque antistanti il promontorio e la frazione San Marco i fondali ci hanno restituito numerosi materiali nautici, soprattutto ceppi di ancore romane. Ancora oggi tracce di pavimenti a mosaico, lastricati e colonne richiamano i fasti delle epoche passate e testimoniano il ruolo chiave che l’area aveva nel mondo antico, sia nelle rotte tirreniche d’altura che nella difesa dagli attacchi marittimi.
Anche nel medioevo la lista dei popoli che vi si insediarono è lunga e dimostra la capacità attrattiva che questa zona aveva per la sua ricchezza produttiva. Monaci italo-greci e benedettini, pirati saraceni e mercanti atranesi fecero di questo lembo di terra la loro meta privilegiata. Di qui le lotte per il possesso di approdi ambiti, la dominazione longobarda e la conquista normanna, la concessione al quarto abate di Cava de’ Tirreni, Costabile Gentilcore, e la realizzazione di un polo commerciale a Licosa. Infine, l’avvento della casa sveva, degli angioini e degli aragonesi.

La “Settimana della cultura” prosegue martedì 9 febbraio alle 17,30 nella sala culturale “Funicelli” a Castellabate con la presentazione del volume “Lontano… racconti in penombra” di Luigi Crescibene, pubblicato da Aletti editore. Intervengono il sindaco di Castellabate Costabile Maurano, l’assessore alla cultura Paola Piccirillo, il giornalista Carmelo Currò e l’autore.