Mai come in questa edizione la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico ha gettato luce su alcuni aspetti innovativi e di forte attualità nell’ambito dei Beni Culturali. Non solo industria turistica.
Tradizionalmente il salone di Paestum si propone di essere un contenitore di potenziali relazioni finalizzate allo sviluppo turistico del settore ma in questa occasione si è rivelato essere per gli addetti ai lavori e non solo, promotore di profonde riflessioni sui grandi temi della Cultura: dallo sviluppo territoriale quale motore di inclusione sociale e opportunità di premiazione dei meccanismi virtuosi che si vengono a sviluppare in ambito locale (importante l’iniziativa del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello che pubblicando la rivista online “Territori della cultura” offre un luogo fisico di stimolo e confronto per i ragazzi delle scuole, i giovani della Costa d’Amalfi e gli Enti per la promozione della Cultura locale attraverso racconti di luoghi e di esperienze) alla tutela del paesaggio messo a rischio nella sua concezione tradizionale dalle più recenti strategie di sviluppo industriale ( spicca il caso dell’area archeologica di Sepino che potremmo definire una “bianca Pompei molisana” il cui scenario incontaminato rischia di venire per sempre segnato da una piantagione eolica), alle nuove frontiere della ricerca tecnologica, si tratti della rappresentazione in 3D dello scontro alle Termopili o delle ultime frontiere fisiche della ricerca archeologica, solo fino a pochi anni fa sperimentali, come l’archeologia subacquea o astronomica. La stessa disposizione degli stand rivela una logica sottile: il centro del salone espositivo principale, solitamente occupato dallo stand Ministeriale , presenta questa volta una esposizione di reperti inediti che le macerie dell’Aquila hanno restituito. Attraverso gli occhi umidi del prof. Torrieri, archeologo, figlio dell’Aquila, responsabile dei cantieri, passa un messaggio molto chiaro di speranza per il futuro dei Beni Culturali in Italia: così come un disastro epocale, quale è stato sopportato dalle spalle forti degli aquilani, ha aperto prospettive nuove di ricerca storica, restituendo l’espressione romanica celata dalle sovrapposizioni barocche, così nuove forze possono risvegliare i territori all’interno di logiche comuni e di convergenza per la rivalutazione delle tradizioni culturali locali, la rinascita delle aree rurali in via di spopolamento, l’integrazione giovanile e il riappropriarsi dell’apparato valoriale della generazione precedente che anno dopo anno si assottiglia nella mente dei nostri nonni.




![Uviecchiu, Decrescita Energia ed Economica in memoria di Angelo Vassallo [Acciaroli 23-7-11]](http://i.ytimg.com/vi/NmEModXydaI/default.jpg)









