Due sezioni per un unico progetto. E’ l’idea lanciata dall’Assessorato alla Solidarietà Sociale e dall’Associazione “Le Città Invisibili” per attraversare uno dei capitoli più drammatici della storia recente d’Italia: l’assassinio di Aldo Moro e dei ragazzi della scorta.
L’iniziativa – curata da Maria de Conciliis – si svolgerà il 5 settembre nell’ anfiteatro del Borgo Medievale di Agropoli, a partire dalle ore 19.
Ferdinando Imposimato, uno dei magistrati più impegnati a dipanare gli infiniti misteri del caso Moro, presenterà il libro “Doveva Morire”; lavoro in cui ha raccontato i 55 giorni vissuti dallo statista: partendo dalla strage di via Fani alla morte del presidente democristiano. Si tratta di un dossier documentato senza tentazioni dietrologiche; alla fine del volume compaiono anche i documenti originali.
Emerge lo spaccato di un’ Italia fatta di di intrighi, imbrogli e rivalità, ma anche di smisurata violenza, nessuna considerazione della vita umana e furori ideologici. E ancora, atti di Governo volutamente mancati che, in una complicata trama tra politica, servizi segreti, italiani e stranieri, leggi massoniche e terrorismo italiano dalle mille propaggini internazionali, porterà inevitabilmente alla morte del prigioniero Aldo Moro.
Tragico epilogo voluto da troppe persone e troppe fazioni, in lotta tra di loro.
Saranno presenti, in qualità di ospiti d’onore: il Procuratore generale preso la Corte di Cassazione, dott. Vitaliano Esposito; il Presidente di Sezione di Cassazione, dott. Antonio Esposito; il dott. Pasquale Mangoni, già Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Trieste.
Il “Dessert con l’autore” precederà lo spettacolo teatrale: Assassinati da Chi?” del regista lucano Ulderico Pesce: esponenete di spicco della nuova generazione di narratori italiani a cui la critica moderna guarda con entusiasmo.
L’artista, allievo dell’Accademia di Teatro di Mosca diretta da Anatoli Vassilli, ha lavorato come attore con Luca Ronconi, Carmelo Bene, G. Albertazzi, Gabriele Lavia e altri.
Fedele alla sua idea di teatro civile che osserva e scrive di” un’Italia dimenticata”, Pesce denuncia, racconta, commuove, diverte. E insegna che un mondo diverso è possibile. Basta che ognuno faccia la sua parte.
“Per me è un’esigenza, più che una passione, che arriva da lontano e nasce da una narrazione fortemente radicata alla realtà”, dichiara. E aggiunge:”In Italia l’informazione manca del tutto .Per informazione si intende sapere cose che molto spesso non ti vogliono far sapere”.
La sceneggiatura di “Assassinati da chi?”, è di forte impatto, ma semplice e chiara ed illustra impietosamente la geografia del Bel Paese.
La storia parte “dal basso”; le scoperte del Giudice si intrecciano con la vita di Iozzino, Ricci e Zizzi; tre membri della scorta.
Raffaele Iozzino è il giovane che riuscì a colpire i terroristi. Ricci era l’autista di fiducia e Zizzi, poliziotto ma soprattuutto grande chitarrista di piano bar, era al suo primo giorno do lavoro, avendo sostituito, proprio quella mattina, la guardia titolare.
Nelle parole e nelle azioni della sorella di Raffaele Iozzino, protagonista della vicenda: “Ho voluto descrivere le ansie e le la disperazione di una ragazza a cui strappano gli affetti più cari. Con la figura della mamma, continuamente evocata, ho dato voce all’angoscia di una donna che non riesce a darsi pace e che aspetta la verità da più di trenta anni” (U. P.)
Il ruolo di Adriana è affidato, sulla scena, alla bravissima Almerica Schiavo; anche lei meridionale (di origine salernitane, direttrice del teatro Comunale di Laurino), e anche lei impostasi all’attenzione della critica fin dal suo debutto, sotto la direzione di A. Waida. Ha lavorato con registi di fama del calibro di Peter Stein, Luca Ronconi, Federico Tiezzi, Glauco Mauri, Aldo Trionfo, L. Archibugi, Melo Presti, Lizzani, Grimaldi …
La scenografia è spoglia, priva di ornamenti; rimanda un pò al teatro shakesperiano, dove, fondamentale, è il levarsi della parola e l’abilità recitativa; elementi ben resi dal talento di Almerica Schiavo; lodata per l’equilibrata misura della sua interpretazione. – “E’ la prima volta che faccio teatro d’inchiesta” – dice.
Un teatro-sostanza di ingiustizie e sete di potere della famigerata penisola, dove l’intero stivale viene impietosamente condannato e giudicato.
La capacità interpretativa dell’attrice, la riconosciuta bravura del regista, che ne cura anche la sceneggiatura, fanno dell’opera uno spettacolo intenso; di valore etico ed artistico e pienamente riuscito sotto il profilo emozionale .
“Nello stesso tempo credo che questo lavoro contribuisca ad informare sulle” colpe” di F. Cossiga e G. Andreotti che “non hanno voluto salvare Moro” (Ulderico Pesce).
Allo spettatore spetta stilare il referto.




![Uviecchiu, Decrescita Energia ed Economica in memoria di Angelo Vassallo [Acciaroli 23-7-11]](http://i.ytimg.com/vi/NmEModXydaI/default.jpg)









